MAXIMIN, Stefan George a c. di Andreas de Jong

 

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continuo (basso)

NOTEBOOK IN THE NET

e da ora continuo solo su:

Notebook in the Net

grazie per il clic!

(il nome è lo stesso, si passa solo a http://chiaraadezati.blogspot.com)

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la casa tra i binari

scrivere per immagini

 

 

Caterina sognava di partire.
Io non l’ho conosciuta ma ne parlo
come se avessi visto la sua vita
quando prendeva il treno che restava
ma muoveva le ciglia
ed io vedevo l’oro e campi gialli
e l’aria che sentiva
vuota di cose e densa di calore
gli uccelli che calavano dal sole
il falco in alto
mosso dal suo vento
e muoveva i capelli Caterina
che non aveva un fazzoletto in testa
raccolta dietro un finestrino chiuso
e il paese
quando scendeva senza andare via
e case grigie viottoli di sassi
passi
le strade che saliva
e scendeva la madre
e le parole i nomi
Caterina odorava di qualcosa
che non conosco e i fiori sul balcone
dentro vasi di latta e paglia a terra
forse sentivo il peso della terra
quando lei ritornava sul sedile
da cui non s’era mossa e non guardava
oltre di là distante…

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Elegie duinesi, Insel Verlag

 

 

 

 

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*

R. M. RILKE,

Duineser Elegien, Versione originale tedesca come da Insel Verlag.

Elegie duinesi, Versione di Chiara Adezati condotta dalla stessa.

ORA C’E’.

E’ la prima volta, qui in Italia, che in libro o in Rete compare tale e quale. 

C’è molto lavoro, per passione e gratuito, dietro; bozza corretta con tanta pazienza da persone che cercano il meglio di sé. Vale la pena dirlo.

Invito chi legge a condividere sui social o a voce o dove vuole, e ringrazio chi c’è e chi non c’è.

Namastè ai naviganti e grazie ai gratuiti, doni e gesti.

TroveRete in cima a questo post il link.

 

 

*

rust

via rust

L’ ottava, Elegie Duinesi – Rainer Maria Rilke

Poesia in rete

Foto di Anka Zhuravleva

 

 Altro è cantar l’amata. Ed altro, ahimè,
quel fluviale Iddio peccaminoso
sprofondato nel sangue.
Il giovine che suo, ella, da lungi
con l’anima ravvisa,
nulla, egli stesso, sa del Dio d’ebbrezza,
che dentro lui talvolta
(innanzi lo placasse la fanciulla;
o come se non fosse stata mai)
il suo capo divino sollevava
dai gorghi di quel sangue solitario,
scatenando la notte a un infinito
tumulto di bufere.
O Nettuno del sangue! O minaccioso
tridente dell’Iddio!
O buio vento, da quel petto, quasi
da ritorta conchiglia!
Odi come la notte si divalla
e s’incaverna… O stelle,
non proviene da voi la bramosia,
che al vólto amato il giovine sospinge?
E lo sguardo, con cui sonda e percorre
gli abissi delle limpide pupille,
oh non proviene
dalla sublime purità degli astri?

     O fanciulla, non tu;
né tu, sua madre, — gli tendeste
allora l’arco…

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un grande Federico, versioni de- it

Friedrich Hölderlin – Versione ChiaraAdezati

ph: Venere, Mosaici in Tunisia

 

venus tunisia

Canto di Natale (3)

La dimora del tempo sospeso

Un cerchio di fumo;
sospeso nel vento del tempo.
cerco chi fummo;
sospeso nel tempo del vento.

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Forugh Farrokhzad,

https://rebstein.wordpress.com/2010/02/24/la-strage-dei-fiori/

Voce di più giovani anni impose

Variabili di stormo

leggete!

cristina bove

Dunque     _qualcuno parlava dalla crepa _
è un muro molle ma pur sempre muro
il sacco materiale che ti avvolge
e l’ombra che s’adatta alle pareti
quasi una moltitudine di storni

dunque     _la voce è appena un mormorio_
il corpo è d’incostanza sostanziale
sta in terra ma nel cielo vola a V
tra questo e quello e quanto ancora sia

pulsare sibillino tra le costole

dunque     _un frullare d’ali dalla crepa _
è una funzione tattica
una sorta di beffa in algoritmo:
si sciama tutti simultaneamente
intanto che nell’aria
nugoli d’universo vanno e vengono

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Niímptem. Un diario

La dimora del tempo sospeso

Massimo Sannelli

“La metrica è il vestito dei pensieri. Mentre voi interpretate il contenuto – perché le idee vi ossessionano, e a scuola vi hanno insegnato a cercare e parafrasare il contenuto – io cerco di interpretare il contenuto della forma. Esempio: nell’Orestiade di Eschilo c’è un epiteto, quindici volte, e Pasolini non lo traduce mai – e nessuno se ne accorge. Io penso che questa assenza formale abbia un contenuto. E che lo abbia di per sé, contemporaneamente al contenuto mitico e religioso dell’Orestiade e della sua traduzione. Ma questa assenza formale non è il contenuto parafrasabile, amato dalla scuola. Si tratta di un contenuto diverso.
Se la metrica è il vestito dei pensieri, non basterà descrivere gli accenti. La descrizione non è analisi, ma una tautologia. Per forza.
Se la metrica è il vestito dei pensieri, il vero contenuto non è…

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