Apriti cielo! e aprirsi fiore: / ora mi spreco! post su mio padre.

   

E tu che ti rivolti nella tomba, che in questa foto sembri persino simpatico ed eravamo con te su una spiaggia ligure d’inverno; tu che durante la mia giovinezza coltivasti un forte desiderio che non si avverò, di trascorrere il capodanno del nuovo millennio in Cina; tu che mai né vivo né morto mi desti un soldo, – la “legittima” era scomparsa all’estero prima di te -, tu sei dove sei e se mi senti, sappi che sono in pace con tutti.

Del tuo patrimonio genetico uso ancora i miei denti (tutto il resto del corpo presi da parte materna).

Se mio fratello Giuliano o sua madre leggessero qui, mi farebbe piacere, e avere un loro saluto.

    Ciao papà, ora sono nonna da più di un anno e sono felice.

(ph from) ph Paul Lovens,  Luciano Adezati

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La maschera

Briciolanellatte Weblog

mascheraIn casa era così: dolce, disponibile, sereno. Le figlie lo adoravano e la moglie lo amava da sempre; ma sul lavoro era tutta un’altra cosa. Era molto giovane per il tipo di ruolo richiesto e il rischio di non avere autorevolezza sufficiente per gestire il personale e imporsi sui colleghi era molto elevato. Si era fatto crescere la barba, aveva imparato a vestire in modo meno giovanile, aveva comprato persino un paio di occhiali dalla montatura pesante e il tutto per accrescere la sua credibilità. Aveva sempre però l’impressione che non fosse abbastanza e che, ogni tanto, lo prendessero anche in giro non appena voltava loro le spalle.
Così un giorno, uscendo di casa, si mise la maschera. L’aveva trovata in un baule, nella cantina, avvolta in carta da giornale con sopra la scritta ‘da non usare’. Forse era stata del padre o forse del nonno ma nessuno di loro ne aveva…

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Sussurri

«E così lei ha comprato la casa dell’anziana signora Pina?» chiese Oreste da dietro il bancone. Aveva alzato il tono della voce per farsi sentire dagli avventori. Si capiva che era diventato …

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Scrittura online (8): le briciole nel latte di Maurizio Barbarisi

Prefazione di Rina Brundu: Ho sempre pensato che la Rete sia un poco come la vita: un ginepraio incredibile di strade che portano in milioni di luoghi che ognuno ricerca, visita, apprezza a seconda…

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Ladro di ricordi

Avrebbe raccontato la sua vita. L’aveva sempre saputo che era quello l’argomento che, per avere successo, avrebbe dovuto trattare prima di altri in un libro; aveva cercato tuttavia di evitare un si…

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Il faro spento

Briciolanellatte Weblog

FaroEra la prima volta che sceglieva quel tratto di costa per trascorrere l’estate. Il cottage era a due passi dal mare, tanto da poter sentire il rumore della risacca fin dentro casa. Silenzio, tranquillità e solitudine: l’ideale per finire di scrivere il libro.
Appena posata la valigia decise di iniziare la giornata con una passeggiata: voleva esplorare l’ambiente circostante. Scelse il sentiero verso est che segnava la costa aggettante sulla spiaggia con una panorama gonfio di sole e di pulcinelle di mare che galleggiavano per ore nell’aria in equilibrio sul vento teso. Il profumo era saturo di salmastro e la luce rimbalzava maestosa e infinita in un luccichio di onde e di polvere d’acqua. Quando tornò nel cottage si sentì pieno di energie con un mucchio di buone idee che gli ronzavano nella testa.
La mattina dopo fece altrettanto. Questa volta però andò dalla parte opposta, verso ovest. Anche da…

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TAT − WE ARE BUT ONE a cura di Laura Liberale − 13) Androginia sacra

Carteggi Letterari - critica e dintorni

TAT (WE ARE BUT ONE)

—–Messaggio originale—–

Da: Laura Liberale
A: Claudia Boscolo
Oggetto: Androginia sacra

“Veduto il disco intero della luna, simile al volto di una dea, rosseggiante come zafferano fresco, e la foresta illuminata dai dolci raggi dell’astro, egli suonò la melodia rapitrice della mente delle donne dai begli occhi.
Quelle che mungevano abbandonarono la mungitura per andare da lui; anelanti, altre lasciarono il latte sul fuoco per unirsi a lui; altre ancora partirono senza aver tolto i dolci dal forno. Quelle che si vestivano, che facevano bere il latte ai bambini, che servivano i mariti, che mangiavano, che si pulivano, che si cospargevano di oli, che si truccavano gli occhi, smisero di farlo e, con abiti e ornamenti in disordine, si precipitarono da lui, e gli dissero: “Ti preghiamo d’irrorarci col nettare effuso dalle tue labbra. Il fuoco del nostro cuore è generato dal tuo sguardo sorridente…

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incipit Acufeni

http://www.guaraldi.it/Scheda.aspx?id=876

 

 

 

briciolanellatte si rivede e lo rividi

briciolanellatte si rivede e lo rividi.

L’alba che non verrà

maiuscolo Amore

lapsus d’Autore

 

Briciolanellatte Weblog

Domani«Non ce l’ho fatta Tesoro, mi spiace.»
Lei stava leggendo, nonostante l’ora, il cuscino delicatamente arrotolato sotto la nuca, il corpo morbido tra le lenzuola fresche. Il romanzo l’aveva coinvolta del tutto assorbendone ogni attenzione. Si girò di scatto, sorpresa: credeva che lui stesse dormendo. In realtà quelle parole Marcello le aveva pronunciate con gli occhi chiusi quasi stesse parlando nel sonno, ma la sua voce era chiara e sonora e fu questo che la fece sussultare.
«Il cavo… non sono riuscito a riavvolgerlo e questo mi ha impedito di riattivare il sistema…» aggiunse, dopo un po’: il tono era lamentoso, disperato.
«Caro, svegliati, stai facendo un brutto sogno…» gli disse scuotendolo.
«No, sono sveglio Carla, sono sveglio, purtroppo» le rispose dietro a uno sguardo triste. «Sembrava una cosa già fatta e, invece, guarda cos’ho combinato…»
«Cosa dici Marcello, è stato solo un incubo, ora sei sveglio, è tutto passato, adesso calmati.»
«Non capisci Carla…

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