DUINESER ELEGIEN, tedesco/italiano: a disposizione del pubblico.

! la mia pregevole traduzione ad alcuni piace più delle preesistenti.

 

Duineser Elegien con versione originale tedesca Insel Verlag

Elegie Duinesi, versione di Chiara Adezati dalla stessa.

 

*

E’ la prima volta, qui in Italia, che in libro O in Rete compare tale e quale. 

C’è molto lavoro, per passione e gratuito, dietro; bozza corretta con tanta pazienza da persone che cercano il meglio di sè. Vale la pena dirlo.

Invito chi legge a condividere sui social o a voce o dove vuole, e ringrazio chi c’è e chi non c’è.

Namastè ai naviganti e grazie ai gratuiti, doni e gesti.

 

qui: Elegie duinesi, L’ottava

*

Dono dei doni, Le dieci elegie duinesi in pdf:

dono dei doni

*

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

***

le mie sulle altre lingue

 

 

ჯანსაღი ჩვეულება

 

 

ზეიმობს სიტვა,

მონაცვლეობით;

თუ მოიხელთა ინტუიციამ,

ის ერთადერთი უნდა იყოს

თავის ბადეში,

თუნდ ციმციმებდეს

ბევრს ხვასთან ერთად.

არ არჩევს ფერებს

თავიდანვე, ერთი შეხედვით.

თუ შევამჩნიე და გავიხარე,

არა იმიტომ, რომ მე შევქმენი,

მას ვიმეორებ. ნელიად ვქარგავ,

უფრო ხანგრძლივად

დამირჩეს ახლოს მისი არსება,

თორემ ჰაერმა უწყის, უკვე

თავისუფლება რომ მივანიჭე.

 

 

იტალიურიდან თარგმნა

ნუნუ გელაძემ

 

 

Sane consuetudini

 

Una parola è in auge.

Una alla volta;

Se intuizione riesce

ad afferrarla,

dev’esser quella sola

nel suo retino,

anche se sfarfalleggia

fra tante altre.

Non distingue colori,

a tuttaprima.

Se l’oservo, trionfo

ma è per copiare

il suo. Ricamo lenta:

resta vicino più a lungo, l’essenza,

l’aria ricorda

che già l’ho rilasciata.

 

 

 

 

*

 

 

 

Giuria clemente

 

La mia bellezza – decreto inutile –

m’ha dato tante preoccupazioni

finchè queste, stanche, l’hanno abrogata.

Ora che saprei mostrarla, il processo,

ho solo rughe per sottolineare.

Missione compiuta se ne va a spasso.

Oggi allo specchio preferisco il sole:

non dimentica, nonostante gli anni.

 

Jury clément

 

Ma beauté – que je décrète inutile –

m’a donné tant de préoccupations

jusqu’à ce que celles-ci, fatiguées, l’aient abrogée.

Maintenant que je saurais la montrer, le procédé,

je n’ai que des rides pour en souligner.

Mission accomplie elle s’en divertit.

Aujourd’hui, au miroir je préfère le soleil:

il n’oublie pas, malgré les années.

 

Milde Geschworene

 

Meine Schönheit – unnütze Verfügung –

hat mir viele Sorgen gemacht

solange diese, müde, jene aufhoben.

Jetzt, wo ich sie zeigen könnte, den Prozess,

habe ich nur Falten um zu unterstreichen.

Mission erfüllt, geht sie spazieren.

Heute ziehe ich dem Spiegel die Sonne vor:

sie vergisst nicht, trotz der Jahre.

 

 

*

 

 

 

 

Benessere nordico

 

 

 

 

 

 

Tutti i punti sono cardinali.

 

Al nord volto le spalle e inclino anche la testa,

 

all’indietro, al vento un po’ freddo

 

delle solitudini archetipiche,

 

degli interni caldi

 

circondati da distese vaste e silenzi,

 

dove il fuoco è uno unico

 

in vivo contrasto, incontrastato.

 

Altrove, sì, guardo, ogni tanto,

 

al rigoglioso sud;

 

o mi aggiro sfrondando

 

nei giardini variformi, variopinti

 

eppure sotto un unico sole,

 

di cui dicono nasce sempre a oriente

 

e viaggia a morire in occidente.

 

Io lo sento sulla pelle da dietro,

 

conciliante richiamo.

 

Dovunque mi trovi è unica la direzione verso l’interno,

 

antica, comune; e ce n’è tante quanti i nuovi punti,

 

lontani tuttattorno, quelli che solo sola

 

posso eventualmente occupare.

 

Non so la mia appartenenza

 

se non a questa posizione,

 

né mi curo d’altro.

 

 

 

 

 

Northern good feeling

 

 

 

 

 

Every point is compass true.

 

I turn my shoulder to the North and nod my head,

 

backwards, to the wind, the somewhat cold,

 

to the archetypical solitudes,

 

to the warm interior,

 

surrounded by vast plains and stillnesses,

 

where the fire is one

 

in living difference, undiffered.

 

Elsewhere, yes, I look, sometimes,

 

to the lush South;

 

or I roam, stripping leaves,

 

through gardens, protean, changing colors,

 

but under a single sun

 

that, they say, is always born in the East

 

and journeys to die in the West.

 

I feel it on my skin, from behind,

 

the reconciling call.

 

Wherever I am, the only direction is inward,

 

old, customary; and there are so many of them, like new points

 

worldwide, round about, those that only I alone

 

can possibly occupy.

 

I don’t know where I belong,

 

if not in this spot,

 

and nothing else worries me.

 

 

 

 

 

*

 

 

Bild

 

ovvero come venimmo a chiedere il significato.

 

 

 

 

 

Kiwi di un altro gusto, in Australia.

 

Il frutto nella terra d’origine,

 

assaggio in un uomo mille universi.

 

A compor vita la luce convoglia

 

 

riverbero! Ovunque, sulla mia pelle,

 

sulle tele e i pigmenti. Ad un riflesso

 

mille concorrono. Ai bordi, verbosi,

 

secenteschi colori di Pontormo.

 

 

Si riversa sulla città notturna,

 

sarà un gas, è espanso, sarà dannoso…

 

di maniera è, e come inquietante.

 

Colore separato da materia.

 

 

Immagini irradiate. Non cielo

 

l’azzurro diuturno, come saprai,

 

immagine d’immagine; perlustra

 

da Plotino a Platone su Plutone

 

 

attraverso gli empiristi Saturno,

 

da Cezanne agli impressionisti, via via…

 

fra loro cercare, per noi, per stare,

 

per patria, accorati, tutti i confini.

 

 

 

 

 

Bild

 

how it simply came to ask about the meaning

 

 

 

 

 

Kiwi with its own flavor I ate in Australia.

 

In a man, I tasted a thousand universes.

 

To compose life, light set reflection!

 

 

Word-filled reflection on board the skin,

 

at the edge of an untouched cheek,

 

most likely a gas, but now touch after all.

 

 

Reflection thrown rearward onto its back,

 

on the nocturnal city, probably full of damage.

 

It’s manner. And so like exciting.

 

Color separated out of matter.

 

 

Appearing pictures. Not sky

 

of the day-long blue, one knows,

 

the picture’s picture, further, further…

 

 

Searching through from Plotinus to Plato Pluto,

 

through the Empiricist Saturn,

 

from Cezanne to Impressionists

 

 

among them, for us, to remain,

 

as a homeland, heart-moved, all borders.

 

 

 

 

 

*

 

 

 

 

 

Differenza assimi-labile

 

 

 

 

 

 

Toccato da sorte felice l’uomo,

 

– dev’esser successo, a quei tempi –

 

sentì cantare le donne in attesa,

 

tornò all’improvviso. Riferì agli altri,

 

da allora resta o va sol chi ne ha voglia.

 

Femminile ingegnera in America

 

non trova, ancora, un consesso che canti.

 

 

 

 

 

Compatible (unstable) difference

 

 

 

 

 

 

Touched by a fortunate fate, the man –

 

it must have happened in that time –

 

heard the women singing, in expectation,

 

suddenly he returned. Told the others;

 

since then, he who will goes or stays.

 

Finds a female engineer in America,

 

still, not a coming together that sings.

 

 

 

 

 

*

 

 

Landa desolata

 

 

 

 

 

Siccità aspetta un grido che laceri

 

l’afa. Ma tuona e fulmina senz’acqua.

 

Udrei il lungo sospiro: sto bene,

 

eppure, dopo tutto, finalmente.

 

 

Una speranza solo è naufragata,

 

non ho perso altro. Tanta paura.

 

Amara, ròsa da pena cocente,

 

rosolata. Frutto dell’esperienza.

 

 

 

 

 

Waste plain

 

 

 

 

The desert’s drought awaits a scream that would tear apart

 

the mugginess. But thunder and lightning come without water.

 

I would hear the long sigh: I’m doing fine,

 

anyway, in the end, finally.

 

 

Only a hope has failed,

 

I have lost nothing else. Such fear.

 

Bitter, gnawed by burning sorrow,

 

seared. Fruit of experience.

 

 

 

 

*

 

 

Di chiar’ azione

 

 

 

 

 

Fu una sensazione particolare,

 

un fagiolo. Mi credevo malato,

 

sottoterra sforzavo la gravità,

 

dovevo solo nascere. Il calore

 

non era statico, chè trasformavo

 

in varco energie intorno transeunti.

 

Mi dico forte nell’attesa verde.

 

 

Ora so che qualcuno mi ha visto,

 

un dolce attimo memorabile,

 

la prima luce diretta, un paradiso.

 

La sorpresa che dovesse affondare

 

dentro tutto il mio essere, ascoso.

 

Il primo colpo di vento, crudele.

 

Mi dico debole, impressionata.

 

 

Sembra così semplice, vegetale,

 

il senso della fatica. Affioro

 

appena e capisco: nell’aria

 

un procedere diverso si prospetta,

 

altri lavori, sebbene fiorirò

 

queste stesse radici. Allo scoperto

 

sto uscendo, mi dico sottovoce.

 

 

 

 

 

De clar’ ation

 

 

 

 

 

It was a particular feeling,

 

a bean. I thought I was ill,

 

twisted under the earth the heaviness…

 

I was only supposed to be born. The warmth

 

was not static, since all around

 

I transformed passing energy into a gait.

 

I declare myself strong, in green waiting.

 

 

Now I know that someone saw me,

 

a sweet, noteworthy moment,

 

the first direct light, a paradise.

 

The surprise that it should sink,

 

deep within my being, hidden.

 

The first gust of wind, cruel.

 

I declare myself weak, impressed.

 

 

It seems so simple, plant-like

 

the sense of the effort. I emerge,

 

hardly, and understand: a different kind

 

of approach lays itself in the air,

 

other works, although I will bloom

 

from the same roots. I rise into open space,

 

declare myself in an undertone.

 

 

 

 

*

 

 

 

Conversione all’universo

 

 

 

 

 

Le speranze di vita

 

si sono trasformate

 

in fede nella morte.

 

E la carità è rara.

 

 

L’anima prepotente,

 

durevole esercizio,

 

le ho dato l’anima.

 

A Cesare… giustizia.

 

 

Dal mondo sensoriale

 

varchi, è necessario

 

come al bosco il mistero,

 

in zone temperate.

 

 

Le pensi o non le pensi,

 

per quel po’ che m’è dato,

 

sappia o no di pensarle…

 

emanano profumi.

 

 

 

 

 

 

Conversion to the Universe

 

 

 

 

The hopes of life

 

have transformed

 

into belief in death.

 

And brotherly love is rare.

 

 

The arrogant soul,

 

constant practice,

 

I gave it my all,

 

to Caesar… justice.

 

 

From the world of the senses

 

pass over, it is necessary

 

– as its secret for the forest –

 

in temperate zones.

 

 

Whether I think them or I don’t,

 

with the little that is given to me,

 

whether or not I know that I think them…

 

they exude fragrance.

 

 

 

 

*

 

 

 

Benedizione

 

 

 

 

 

Sorridenti a reciproche carezze,

 

inanellate, umide di odori,

 

 

trasfusioni di coraggio e fermezza

 

in tenebrosi sguardi infuocati.

 

 

Sì dolcemente tremando, tramando

 

esiti per rispecchiare il sorriso.

 

 

 

 

 

Blessing

 

 

 

 

Smiling to mutual caresses,

 

ringed, moist with scents;

 

 

transfusions of courage and strength

 

behind bushy gazes, glowing ones.

 

 

So sweetly trembling, inciting

 

results to reflect the smile.

 

 

 

 

*

 

 

 

In omaggio a Mirò

 

 

 

 

La luna la maschera tragica ha indossato,

 

una guancia antica le ha sfumato il cielo.

 

 

Saltuarie osservazioni premestruali

 

i lineamenti, scarsi tratti scuri.

 

Eppur si muove, senza batter ciglio,

 

solleva a suo capriccio vaporoso

 

l’orlo, ad alterni passaggi, maree.

 

 

La dedizione ricorrente, il bel sonno,

 

attira all’alba canti di uccellini alacri.

 

 

 

 

 

Homage à Mirò

 

 

 

 

The moon put on its tragic mask,

 

heaven tinted one of its old cheeks.

 

 

Volatile premenstrual observations,

 

the lines of the face, sparse dark strokes.

 

And yet it moves, without batting an eyelid,

 

capriciously lifts the redolent

 

hem, while passages and tides shift.

 

 

The recurring devotion, the beautiful sleep,

 

lures the song of avid little birds at dawn.

 

 

 

 

*

 

 

Lucciole superstiti

 

 

 

 

 

Visioni d’interni, raro giubilo.

 

La membrana è poco permeabile.

 

E rara sia la rappresentazione.

 

Paesaggio delicato, porta stretta.

 

 

Viscerali residui sviscerati,

 

esseri indifesi, non resistono

 

l’esterna atmosfera rarefatta,

 

le intemperie accidentali del tempo.

 

 

Si disfa, si decompone, svanisce.

 

Battaglie nel mondo muscolare.

 

Pesce fuor d’acqua l’emozione senza

 

pensiero. Navigato resoconto.

 

 

In forme decenti riesce il trasporto.

 

Cura, fatica sia, non idolo.

 

Testimone profeta l’allusione,

 

augure messaggero il segno.

 

 

Invito ripetuto

 

l’involucro-finzione!

 

 

 

 

 

Surviving glowworm

 

 

 

 

 

Views of the interior, rare jubilation.

 

The membrane is hardly permeable.

 

And let the depiction be more seldom.

 

Delicate passageway, narrow door.

 

 

Interior remnants plumbed,

 

defenseless beings, don’t withstand

 

the outer, thin atmosphere,

 

the unforeseen inclemencies of the time.

 

 

It dismantles itself, dissolves, disappears.

 

Battles in the muscular world.

 

Fish out of water, feeling without

 

thinking. Seefarer’s report.

 

 

In fitting forms, the transport succeeds.

 

Let it be worry, effort, not idol.

 

Witness, prophet be the allusion,

 

augur, messenger, the sign.

 

 

Repeated invitation

 

the fiction of sheathing.

 

 

 

*

 

19 auf de

.

 

Benessere nordico

Tutti i punti sono cardinali.

Al nord volto le spalle e inclino anche la testa,

all’indietro, al vento un po’ freddo

delle solitudini archetipiche,

degli interni caldi

circondati da distese vaste e silenzi,

dove il fuoco è uno unico

in vivo contrasto, incontrastato.

Altrove, sì, guardo, ogni tanto,

al rigoglioso sud;

o mi aggiro sfrondando

nei giardini variformi, variopinti

eppure sotto un unico sole,

di cui dicono nasce sempre a oriente

e viaggia a morire in occidente.

Io lo sento sulla pelle da dietro,

conciliante richiamo.

Dovunque mi trovi è unica la direzione verso l’interno,

antica, comune; e ce n’è tante quanti i nuovi punti,

lontani tuttattorno, quelli che solo sola

posso eventualmente occupare.

Non so la mia appartenenza

se non a questa posizione,

né mi curo d’altro.

 

Nòrdliches Wohlfùhlen

 

Alle Punkte sind himmelsrichtig.

Dem Norden zeige ich die Schulter und zuneige auch den Kopf,

rùckwàrts, dem Wind, dem etwas kalten

der arche-typischen Einsamkeiten,

der warmen Inneren

umgebenvon weiten Ebenen und Stillen,

wo das Feuer eines ist

in lebendem Unterschied, ununterschieden.

Anderswo, ja, schaue ich, manchmal,

zum ùppigen Sùden;

oder ich schweife entlaubend

durch Gàrten, wechselfòrmig, wechselfarbig

doch unter einer einzigen Sonne,

die, sagen sie, immer im Osten geboren wird

und reist zu sterben nach Westen.

Ich fùhle sie auf der Haut, von hinten,

versòhnender Ruf.

Woimmer ich mich befinde ist die einzige die Richtung nach innen,

alt, allgemeinùblich; und es gibt ihrer soviele wie neue Punkte,

weitweg, ringsherum, jene die nur ich nur alleine

vielleicht besetzen kann.

Ich kenne nicht meine Angehòrigkeit

wenn nicht dieser Stelle,

noch sorgt mich anderes.

 

Remissione

 

Vita e morte sono amanti giovani,

inseparabili in ogni proprietà:

ma non contenti se le contendono

in continue baruffe. Voi scusate

nei fatti i risultati e qui il bisticcio,

chè le parole possono giocare.

 

Nachgeben

 

Leben und Tod junge Geliebte.

Unzertrennlich, in jedem ihrem Besitz:

doch nicht heiter streiten sie ihn sich ab

in stàndiger Rauferei.

Entschuldigt den Zank,

die Wòrter kònnen nur spielen.

 

Differenza assimi-labile

 

Toccato da sorte felice l’uomo,

– dev’esser successo, a quei tempi –

sentì cantare le donne in attesa,

tornò all’improvviso. Riferì agli altri,

da allora resta o va sol chi ne ha voglia.

Femminile ingegnera in America

non trova, ancora, un consesso che canti.

 

Angleichbarer (labiler) Unterschied

 

Berùhrt von glùcklichem Los, der Mann,

es muss geschehen sein, in jener Zeit –

hòrte die Frauen singen, in Erwarten,

kehrte plòtzlich zurùck. Berichtete den anderen,

seitdem bleibt oder geht nur wer mag.

Weibliche Ingenieurin in Amerika

findet, noch, nicht eine Vereinigung die sànge.

 

Genova

 

Se ho voglia di una poesia, e abbastanza tempo

e cibo da smaltire, infilo carruggi in guisa articolata,

dalle gambe quasi solo, e raccolgo le fantasie intricate

dai miei predecessori, disbrogliando nomi in alto, anneriti.

Scorci di antichità, fettine di cielo, sbirciate.

Completo con lo stradario e qualche memoria.

Della Rosa, del Pepe, della Luna, del Duca,

del Tempo Buono, della Scimmia, dell’Amor Perfetto!

Senza neanche tralasciare Droghieri, Orefici, Macelli

e un Campetto. Croce Bianca, Fava Greca, seguite,

Dietro il Coro, Quattro Canti…

Orgoglio di una razza – una patria che mi elegge.

 

Genua

 

Wenn ich Lust auf ein Gedicht habe, und genug Zeit

und Speise zu bewàltigen, fàdle ich Gassen ein, in

gegliederter Weise, von den Beinen fast nur, und

lese Phantasien auf, verwickelt von meinen Vorgangern,

oben Namen entwirrend, geschwàrzte.

Ich ergànze mit dem Strassenverzeichnis und mancher Erinnerung.

Der Rose, des Pfeffers, des Mondes, des Herzogs,

der Guten Zeit, des Affen, der Vollkommenen Liebe!

Ohne nicht auch auszulassen Drogisten, Goldschmiede,

Schlachtereien und ein Feldchen. Weisses Kreuz,

Griechenbohne, folgt, Hinter dem Chor, Vier Ecken…

Stolz einer Rasse – einer Heimat die mich wàhlt.

 

 

Bild

ovvero come venimmo a chiedere il significato.

 

Kiwi di un altro gusto, in Australia.

Il frutto nella terra d’origine,

assaggio in un uomo mille universi.

A compor vita la luce convoglia

riverbero! Ovunque, sulla mia pelle,

sulle tele e i pigmenti. Ad un riflesso

mille concorrono. Ai bordi, verbosi,

secenteschi colori di Pontormo.

Si riversa sulla città notturna,

sarà un gas, è espanso, sarà dannoso…

di maniera è, e come inquietante.

Colore separato da materia.

Immagini irradiate. Non cielo

l’azzurro diuturno, come saprai,

immagine d’immagine; perlustra

da Plotino a Platone su Plutone

attraverso gli empiristi Saturno,

da Cezanne agli impressionisti, via via…

fra loro cercare, per noi, per stare,

per patria, accorati, tutti i confini

 

 

Bild (Titel auf deutsch im orig.txt.)

wie es einfach dahin kam nach dem Sinn zu fragen

 

Kiwi mit eigenem Geschmack ass ich in Australien.

In einem Mann gekostet tausend Universe.

Leben um zu komponieren. Richte Wiederschein!

Wortvolles Wiederschein an Bord auf der Haut,

am Rande ungetasteter Wange,

wahrscheinlich ein Gas, inzwischen doch tasten.

Nach hinten auf dem Rùckengeworfenes Wiederschein

auf der nàchtlichen Stadt, wahrscheinlich Schadenvoll.

Maniere ist es. Und so wie aufregend.

Farbe aus Materie getrennt. Scheinende Bilder.

Nicht Himmel das tagdauernde Blau,

man weiss, des Bildes Bild, weiter, weiter…

Durchsuchen von Plotin zu Plato Pluto

durch Empiristen Saturn, von Cezanne zu Impressionisten

unter ihnen, fùr uns, zum Bleiben,

als Heimat, herzbewegt, alle Grenzen.

 

In omaggio a Mirò

 

La luna la maschera tragica ha indossato,

una guancia antica le ha sfumato il cielo.

Saltuarie osservazioni premestruali

i lineamenti, scarsi tratti scuri.

Eppur si muove, senza batter ciglio,

solleva a suo capriccio vaporoso

l’orlo, ad alterni passaggi, maree.

La dedizione ricorrente, il bel sonno,

attira all’alba canti di uccellini alacri.

 

Mirò zu Ehren

 

Der Mond hat angezogen die tragische Maske,

eine alte Wange hat ihm der Himmel abgetònt.

Sprunghafte vormenstruelle Beobachtungen

die Gesichtszùge, spàrliche, dunkle Striche.

Und bewegt sich doch, ohne Wimpernzucken,

hebt willkùrlich den duftigen

Saum, bei wechselnden Durchgàngen, Gezeiten.

Die wiederkehrende Hingabe, der schòne Schlaf,

zieht bei Morgengrauen den Gesang eifriger Vògelchen an.

 

Lucciole superstiti

 

Visioni d’interni, raro giubilo.

La membrana è poco permeabile.

E rara sia la rappresentazione.

Paesaggio delicato, porta stretta.

Viscerali residui sviscerati,

esseri indifesi, non resistono

l’esterna atmosfera rarefatta,

le intemperie accidentali del tempo.

Si disfa, si decompone, svanisce.

Battaglie nel mondo muscolare.

Pesce fuor d’acqua l’emozione senza

pensiero. Navigato resoconto.

In forme decenti riesce il trasporto.

Cura, fatica sia, non idolo.

Testimone profeta l’allusione,

augure messaggero il segno.

Invito ripetuto

l’involucro-finzione!

 

Uberlebende Glùhwùrmchen

 

Ansichten des Inneren, seltener Jubel.

Die Membran ist wenig durchdringlich.

Und seltener sei die Darstellung.

Feiner Durchgang, schmale Tùr.

Innerliche Uberreste ergrùndet,

wehrlose Wesen, ertragen nicht

die àussere verdùnnte Atmosphàre,

die unvorgesehenen Unbilden der Zeit.

Es zerlegt sich, lòst sich auf, verschwindet.

Schlachten in der muskulàren Welt.

Fisch ausser Wasser das Gefùhl ohne

Denken. Seerfahrener Bericht.

In passenden Formen gelingt der Transport.

Sei er Sorge, Mùhe, nicht Idol.

Zeuge Prophet die Andeutung,

Augur Bote das Zeichen.

Wiederholte Einladung

die Umhùllungs-Fiktion.

 

Landa desolata

 

Siccità aspetta un grido che laceri

l’afa. Ma tuona e fulmina senz’acqua.

Udrei il lungo sospiro: sto bene,

eppure, dopo tutto, finalmente.

Una speranza solo è naufragata,

non ho perso altro. Tanta paura.

Amara, ròsa da pena cocente,

rosolata. Frutto dell’esperienza.

 

Ode Ebene

 

Die Dùrre erwartet einen Schrei der zerreisse

die Schwùle. Doch es donnert und blitzt ohne Wasser.

Ich wùrde den langen Seufzer hòren: es geht mir gut,

dennoch, letzten Endes, endlich.

Nur eine Hoffnung ist gescheitert,

ich habe nichts anderes verloren. Viel Angst.

Bitter, angenagt von sengendem Kùmmer,

angebraten. Frucht der Erfahrung.

 

Pietà

 

Dispregiativo tacciare d’arroganza

di chi solo ha paura del rischio

a dichiarare il proprio posto ambito

nella gerarchia interminabile.

Ai morti chiudono gli occhi, ma ai vivi

spesso non li aprono.

Trovano, un quid che li tenga in vita;

magari sani, meglio in accorgersi,

di rado consapevole, che non c’è indifferenza.

Palpitante di attesa già esaudita,

mi ritrovo io, un fine a se stesso:

mi dedico alla vita.

Da bambina le piante.

In palestra respirare a fondo…

Nè sapevo ancora prestabilito

il totale di ognuno.

I conti tornano, se,

mi lascio già massaggiare dai pesi, e,

moltiplicazione d’errori, è stato

facile correggermi.

Non imputo vergogna nè angoscia,

cavalli di battaglia.

A fede che mi salva ho ceduto

l’unica paternità, adottiva.

Mia sospirata musa,

parca del mio destino!

Non sempre fu severa.

E volle esser pagata –

anche questo alleviò il mio dolore.

Nella mia limitazione

finchè avrò forza ancora alla ricerca:

non fo’ una brutta fine.

 

Mitleid

 

Veràchtliches Anklagen mit Arroganz

derer, die nur das Risiko fùrchten,

den eigenen erstrebten Platz zu behaupten

in der endlosen Hierarchie.

Den Toten schliessen sie die Augen, aber den Lebenden

òffnen sie sie oft nicht.

Sie finden, etwas das sie am Leben erhalte;

wenn mòglich gesund, besser, zu bemerken

–          selten bewusst -, dass es keine Gleichgùltigkeit gibt.

Pulsierend mit schon erfùlltem Warten,

treffe ich wieder auf mich, ein Ende in sich;

ich widme mich dem Leben.

Als Kind die Pflanzen.

Wie in der Turnhalle tief zu atmen –

und wusste noch nicht um die Festsetzung

der Summe eines jeder.

Die Rechnungen stimmen, falls

ich mich schon von den Gewichten massieren lasse, und,

Multiplikation von Fehlern, ist es

leicht gewesen mich zu korrigieren.

Ich rechne an weder Scham noch Angst,

Dem Glauben der mich rettet ùberliess ich

die einzige Vaterschaft, adoptive.

Meine ersehnte Muse,

sparsam mit meinem Schicksal!

Nicht immer war sie streng.

Und wollte bezahlt sein –

Auch das linderte meinen Schmerz.

In meiner Beschrenktheit

solange ich Kraft habe noch auf  Suche:

habe ich kein schlechtes Ende.

 

 

Di chiar’ azione

 

Fu una sensazione particolare,

un fagiolo. Mi credevo malato,

sottoterra sforzavo la gravità,

dovevo solo nascere. Il calore

non era statico, chè trasformavo

in varco energie intorno transeunti.

Mi dico forte nell’attesa verde.

Ora so che qualcuno mi ha visto,

un dolce attimo memorabile,

la prima luce diretta, un paradiso.

La sorpresa che dovesse affondare

dentro tutto il mio essere, ascoso.

Il primo colpo di vento, crudele.

Mi dico debole, impressionata.

Sembra così semplice, vegetale,

il senso della fatica. Affioro

appena e capisco: nell’aria

un procedere diverso si prospetta,

altri lavori, sebbene fiorirò

queste stesse radici. Allo scoperto

sto uscendo, mi dico sottovoce.

 

 

De klar’ ation

 

Es war eine besondere Empfindung,

eine Bohne. Ich glaubte mich krank,

verdrehte unter der Erde die Schwer..,

ich sollte nur geboren werden. Die Wàrme

war nicht statisch, da ich ringsum

vorùbergehende Energien in einem Gang umwandelte.

Ich erklàre mich stark, im grùnen Warten.

Jetzt weiss ich, dass jemand mich gesehen hat,

ein sùsser, denkwùrdiger Augenblick,

das erste direkte Licht, ein Paradies.

Die Uberraschung, dass es sinken sollte,

ganz hinein in mein Sein, verborgen.

Der Erste Windstoss, grausam.

Ich erklàre mich schwach, beeindruckt.

Es scheint so einfach, pflanzlich

der Sinn der Mùhe. Ich tauche auf,

kaum, und verstehe: in der Luft

legt sich dar ein andersartiges Vorgehen,

andere Arbeiten, obwohl ich blùhen werde

aus den selben Wurzeln. Ins Freie

steige ich, erklàre ich mir halblaut.

 

 

Conversione all’universo

 

Le speranze di vita

si sono trasformate

in fede nella morte.

E la carità è rara.

L’anima prepotente,

durevole esercizio,

le ho dato l’anima.

A Cesare… giustizia.

Dal mondo sensoriale

varchi, è necessario

come al bosco il mistero,

in zone temperate.

Le pensi o non le pensi,

per quel po’ che m’è dato,

sappia o no di pensarle…

emanano profumi.

 

Bekehrung zum Universum

 

Die Hoffnungen des Lebens

haben sich gewandelt

in Glauben an den Tod.

Und die Nàchstenliebe ist selten.

Die ùberhebliche Seele,

bestàndige Ubung,

ihr gab ich mein Letztes.

Dem Càsar…Gerechtigkeit

Aus der Sinneswelt

gehe ùber, es ist notwendig,

wie fùr den Wald das Geheimnis,

in gemàssigte Zonen.

Sei es, ich denke sie oder ich denke sie nicht,

mit dem wenigen das mir gegeben ist,

sei es, ich weiss oder nicht, dass ich sie denke…

sie verstròmen Duft.

 

Benedizione

 

Sorridenti a reciproche carezze,

inanellate, umide di odori,

trasfusioni di coraggio e fermezza

in tenebrosi sguardi infuocati.

Sì dolcemente tremando, tramando

esiti per rispecchiare il sorriso.

 

Segnung

 

Làchelnd zu den gegenseitigen Liebkosungen,

geringt, feucht von Dùften;

Transfusionen von Mut und Stàrke

Hinter buschigen Blicken, glùhenden.

Ja sùsslich zitternd, anstiftend

Ergebnisse zum Widerspiegeln des Làchelns.

 

Maestri

 

Mi concedo,

appartata dalle filosofie,

una sensazione di esistere.

Ha il sapore esultante

di un’offerta del raccolto,

ed è per ringraziare.

In me vive il dono

che può pervadermi.

Così sia,

ogni tanto,

per sempre.

 

Die Meister

 

Ich gestatte mir, abseits der Philosophien, eine Empfindung des Seins.

Sie hat den jubelnden Geschmack eines Ernteopfers, und ist, zu danken.

In mir lebt das Geschenk das mich durchdringen kann.

So sei es, manche Male, fùr immer.

 

Bliss vom doppeltglùcklichem Zustand*

 

Ich kann weinen, ich kann lachen,

ich bin stàrker noch als Drachen.

Es kann gegen meinen Willen,

trotzdem krieg’ ich nur Idyllen.

Ob es mystisch, ob es magisch,

umsoweniger ich frag mich.

Unberùhrbar fliesst es ùber,

braucht nicht zu sprechen drùber.

Alles andre lass’ nur streben,

Liebe lebt aus eignem Leben.

Du sagst richig, Du tust gut…

komisce Krankheit: Sein verliebt!

Schòn Du. In der Reinheitsskala

zogst mich eine Stufe hòher.

Bring’ mich dies nur meinem Tod,

dankbar nehm’ ich Dein Geschenk.

* (orig.Text auf deutsch)

 

Silenzio

 

Vivo per amore. Però a un patto.

Amore…è discontinuo, non eterno.

Anche amo la vita. Ancora. A stento.

Però non incondizionatamente.

Vivo, se posso, per amore. Vivo

senza sia il resto tutto indifferente.

Vita breve! Voglio ormai solo amore

e occupazioni amate: studio e sole.

 

Stille

 

Ich lebe der Liebe wegen. Aber in einem Pakt.

Liebe… ist diskontinuierlich, nicht ewig.

Auch lieb’ ich Leben. Noch. Mit Anstrengung.

Jedoch nicht ohne Bedingung.

Ich lebe, wenn möglich, der Liebe wegen. Lebe,

vermeide, dass das Restliche gleichgültig wird.

Kurzes Leben! Will seither nur Liebe

und geliebte Beschäftigungen: Studien und Sonne.

 

 

Càpita diventando vecchi

di stare più che quieti

a lungo nella stessa posizione

sulla panchina e

forse è rattrappirsi che invecchia.

Senza batter ciglio pensavo

alle mie ossa e

càpita un pettirosso, arzillo.

Saltella e mi occhieggia

mostrando un profilo poi l’altro.

Motivo in più per non spostarmi.

 

Es passiert während man alt wird

mehr als ruhig zu bleiben,

lange in der selben Position

auf der Bank und

vielleicht ist es diese Beschränkung, die alt macht.

Ohne einen Wimpernschlag dachte ich

an meine Knochen und

es passiert, ein Rotkehlchen kommt, hellwach.

Hüpft, und blinkt mit den Augen,

zeigt ein Profil, dann das andere.

Ein Grund mehr mich nicht zu bewegen.

 

 

Segreta scoperta

 

Luna, mezza luna brillante!

dove sei stata che torni pulita

nell’alba blu ti stagli sulla luce…

alle terme forse? Impallidisci.

 

 

Geheime Entdeckung

 

Mond, glänzender Halbmond!

Wo bist du gewesen, von wo du sauber zurückkehrst,

im blauen Sonnenaufgang, stehst du im Licht…

Aus der Therme etwa? Du erbleichst.

 

 

Giuria clemente

 

La mia bellezza – decreto inutile –

m’ha dato tante preoccupazioni

finchè queste, stanche, l’hanno abrogata.

Ora che saprei mostrarla, il processo,

ho solo rughe per sottolineare.

Missione compiuta se ne va a spasso.

Oggi allo specchio preferisco il sole:

non dimentica, nonostante gli anni.

 

 

Milde Geschworene

 

Meine Schönheit – unnütze Verfügung –

hat mir viele Sorgen gemacht

solange diese, müde, jene aufhoben.

Jetzt, wo ich sie zeigen könnte, den Prozess,

habe ich nur Falten um zu unterstreichen.

Mission erfüllt, geht sie spazieren.

Heute ziehe ich dem Spiegel die Sonne vor:

sie vergisst nicht, trotz der Jahre.

 

*

ach mensch

 

Ich bin ein Körper, mit einer Seele darin.

Im Licht der Körper wirft einen Schatten,

die Seele gibt im Dunkeln einen Schein.

 

 

 

 

ach mensch

 

Io sono un corpo, con un anima dentro.

In luce il corpo getta un’ombra,

l’anima emette al buio un brillìo.

 

 

 

Inhaltsverzeichnis

  • Nòrdliches Wohlfùhlen
  • Nachgeben
  • Angleichbarer (labiler) Unterschied
  • Genua
  • Bild                                                                                                     (orig.Tit. auf deutsch)
  • Mirò zu Ehren
  • Uberlebende Glùhwùrmchen
  • Ode Ebene
  • Mitleid
  • De klar’ ation
  • Bekehrung zum Universum
  • Segnung
  • Den Meistern der Weisheit
  • Bliss vom doppeltglùcklichem Zustand                             (orig.txt. auf deutsch)
  • Stille
  • Es passiert
  • Geheime Entdeckung
  • Milde Geschworene
  • Ach mensch

 

Kris Triebe a Badalucco

*

*

Kris (J.K. Triebe) nato nel 1942 a Berlino e cresciuto, a causa della guerra, in Baden-Württemberg, dopo la maturità classica ha studiato filosofia, lettere e storia dell’arte a Tubinga. Ritorna da un breve soggiorno a Parigi, dove cerca di sviluppare le sue capacità liriche e grafiche, quasi morto di fame nel 1964 alla sua città natale, convinto della necessità di doversi guadagnare il pane con una professione, studia psicologia all’Università Tecnica (TU) di Berlino-Ovest.

Durante gli studi a Berlino-Ovest nei famosi anni ’60, scrive poesie, diventa l’unico “lirico di strada” (in analogia con la “pittura di strada” che era molto diffusa a quell’epoca), pubblica due raccolte con grafiche originali di amici pittori e sperimenta diverse forme d’espressione grafica.

Dopo la laurea in psicologia si specializza in psicologia del lavoro e dell’organizzazione, lavora dal 1972 al 1978 come assistente scientifico al Politecnico Federale (ETH) di Zurigo e contemporaneamente come professore incaricato all’Università di Berna, dove prende la docenza nel 1981 (e riceve il premio della facoltà per la sua tesi). In seguito lavora a Berlino nel campo della ricerca universitaria e parauniversitaria, come si vede dalla serie delle sue pubblicazioni, ad esempio sull’ergonomia di software.

Nel frattempo la sua attività artistica diventa sempre più importante per lui, soprattutto da quando sente di aver trovato la sua espressione ideale nella scultura, stimolato in questo senso dal suo vecchio amico Waldemar Otto che nel 1981 durante una visita in Liguria gli regalò il primo pezzo di marmo e alcuni scalpelli. Da allora non può più rinunciare al lavoro creativo con la pietra, preferibilmente con quelle delle montagne liguri, però lavora anche il marmo di Carrara (più spesso quello venato) e il legno.

Come i suoi amici scultori Hans Scheib e Waldemar Otto – nel frattempo egli si è trasferito in Liguria nello stesso paese di quest’ultimo – Kris vuole mantenere qualcosa di figurativo, in contatto con la rappresentazione corporea, nonostante la forma astratta. Nelle sue intenzioni si fa influenzare della struttura e dalla tettonica del materiale, entra in una sorta di dialogo con la pietra mentre la lavora, e cerca mediante la sua lingua formale di creare sculture che in certe parti suggeriscono disfacimenti, fossilizzazioni o reperti archeologici, il che rende comprensibile la definizione scelta da lui, del suo stile come “archeologia artificiale”.

La professione di psicologo che era ancora obbligato ad esercitare, gli permette tuttavia di passare molto tempo in Liguria con le sue pietre. Non volendo rinunciare completamente quando è a Berlino ad una attività artistica, si dedica a fare grafiche al computer e continua a scrivere poesie.

Kris è mancato nel Settembre 2006. La mostra in commemorazione presenta quasi tutte le sculture, una scelta di quadri (grafiche e disegni) e qualche poesia tradotta in italiano da Chiara Adezati e Massimo Sannelli.

*

Nino Pedretti

(da: La chèsa de témp, 1981)

Sòtta i pórtich
Un témp, la dmènga
e’ sòul
sòtta i pórtich
e’ févva léuṣ e’ silénzi.

Sotto i portici

un tempo, la domenica
il sole
sotto i portici
faceva rilucere il silenzio.

Unter Säulengängen
Eines Sonntags
unter Säulengängen
brachte die Sonne
die Stille zum Klingen.
(übertragen von Theresia Prammer)

auf deutsch: achtzehn

Chiara Adezati

Gedichte aus dem italienischen ùbersetzt      (zweisprachig ausgegeben)

Inhaltsverzeichnis

  • Nòrdliches Wohlfùhlen
  • Nachgeben
  • Angleichbarer (labiler) Unterschied
  • Genua
  • Bild                                                                                                     (orig.Tit. auf deutsch)
  • Mirò zu Ehren
  • Uberlebende Glùhwùrmchen
  • Ode Ebene
  • Mitleid
  • De klar’ ation
  • Bekehrung zum Universum
  • Segnung
  • Den Meistern der Weisheit
  • Bliss vom doppeltglùcklichem Zustand                             (orig.txt. auf deutsch)
  • Stille
  • Es passiert
  • Geheime Entdeckung
  • Milde Geschworene

.

Benessere nordico

Tutti i punti sono cardinali.

Al nord volto le spalle e inclino anche la testa,

all’indietro, al vento un po’ freddo

delle solitudini archetipiche,

degli interni caldi

circondati da distese vaste e silenzi,

dove il fuoco è uno unico

in vivo contrasto, incontrastato.

Altrove, sì, guardo, ogni tanto,

al rigoglioso sud;

o mi aggiro sfrondando

nei giardini variformi, variopinti

eppure sotto un unico sole,

di cui dicono nasce sempre a oriente

e viaggia a morire in occidente.

Io lo sento sulla pelle da dietro,

conciliante richiamo.

Dovunque mi trovi è unica la direzione verso l’interno,

antica, comune; e ce n’è tante quanti i nuovi punti,

lontani tuttattorno, quelli che solo sola

posso eventualmente occupare.

Non so la mia appartenenza

se non a questa posizione,

né mi curo d’altro.

Nòrdliches Wohlfùhlen

Alle Punkte sind himmelsrichtig.

Dem Norden zeige ich die Schulter und zuneige auch den Kopf,

rùckwàrts, dem Wind, dem etwas kalten

der arche-typischen Einsamkeiten,

der warmen Inneren

umgebenvon weiten Ebenen und Stillen,

wo das Feuer eines ist

in lebendem Unterschied, ununterschieden.

Anderswo, ja, schaue ich, manchmal,

zum ùppigen Sùden;

oder ich schweife entlaubend

durch Gàrten, wechselfòrmig, wechselfarbig

doch unter einer einzigen Sonne,

die, sagen sie, immer im Osten geboren wird

und reist zu sterben nach Westen.

Ich fùhle sie auf der Haut, von hinten,

versòhnender Ruf.

Woimmer ich mich befinde ist die einzige die Richtung nach innen,

alt, allgemeinùblich; und es gibt ihrer soviele wie neue Punkte,

weitweg, ringsherum, jene die nur ich nur alleine

vielleicht besetzen kann.

Ich kenne nicht meine Angehòrigkeit

wenn nicht dieser Stelle,

noch sorgt mich anderes.

Remissione

Vita e morte sono amanti giovani,

inseparabili in ogni proprietà:

ma non contenti se le contendono

in continue baruffe. Voi scusate

nei fatti i risultati e qui il bisticcio,

chè le parole possono giocare.

Nachgeben

Leben und Tod junge Geliebte.

Unzertrennlich, in jedem ihrem Besitz:

doch nicht heiter streiten sie ihn sich ab

in stàndiger Rauferei.

Entschuldigt den Zank,

die Wòrter kònnen nur spielen.

Differenza assimi-labile

Toccato da sorte felice l’uomo,

– dev’esser successo, a quei tempi –

sentì cantare le donne in attesa,

tornò all’improvviso. Riferì agli altri,

da allora resta o va sol chi ne ha voglia.

Femminile ingegnera in America

non trova, ancora, un consesso che canti.

Angleichbarer (labiler) Unterschied

Berùhrt von glùcklichem Los, der Mann,

es muss geschehen sein, in jener Zeit –

hòrte die Frauen singen, in Erwarten,

kehrte plòtzlich zurùck. Berichtete den anderen,

seitdem bleibt oder geht nur wer mag.

Weibliche Ingenieurin in Amerika

findet, noch, nicht eine Vereinigung die sànge.

Genova

Se ho voglia di una poesia, e abbastanza tempo

e cibo da smaltire, infilo carruggi in guisa articolata,

dalle gambe quasi solo, e raccolgo le fantasie intricate

dai miei predecessori, disbrogliando nomi in alto, anneriti.

Scorci di antichità, fettine di cielo, sbirciate.

Completo con lo stradario e qualche memoria.

Della Rosa, del Pepe, della Luna, del Duca,

del Tempo Buono, della Scimmia, dell’Amor Perfetto!

Senza neanche tralasciare Droghieri, Orefici, Macelli

e un Campetto. Croce Bianca, Fava Greca, seguite,

Dietro il Coro, Quattro Canti…

Orgoglio di una razza – una patria che mi elegge.

Genua

Wenn ich Lust auf ein Gedicht habe, und genug Zeit

und Speise zu bewàltigen, fàdle ich Gassen ein, in

gegliederter Weise, von den Beinen fast nur, und

lese Phantasien auf, verwickelt von meinen Vorgangern,

oben Namen entwirrend, geschwàrzte.

Ich ergànze mit dem Strassenverzeichnis und mancher Erinnerung.

Der Rose, des Pfeffers, des Mondes, des Herzogs,

der Guten Zeit, des Affen, der Vollkommenen Liebe!

Ohne nicht auch auszulassen Drogisten, Goldschmiede,

Schlachtereien und ein Feldchen. Weisses Kreuz,

Griechenbohne, folgt, Hinter dem Chor, Vier Ecken…

Stolz einer Rasse – einer Heimat die mich wàhlt.

Bild

ovvero come venimmo a chiedere il significato.

Kiwi di un altro gusto, in Australia.

Il frutto nella terra d’origine,

assaggio in un uomo mille universi.

A compor vita la luce convoglia

riverbero! Ovunque, sulla mia pelle,

sulle tele e i pigmenti. Ad un riflesso

mille concorrono. Ai bordi, verbosi,

secenteschi colori di Pontormo.

Si riversa sulla città notturna,

sarà un gas, è espanso, sarà dannoso…

di maniera è, e come inquietante.

Colore separato da materia.

Immagini irradiate. Non cielo

l’azzurro diuturno, come saprai,

immagine d’immagine; perlustra

da Plotino a Platone su Plutone

attraverso gli empiristi Saturno,

da Cezanne agli impressionisti, via via…

fra loro cercare, per noi, per stare,

per patria, accorati, tutti i confini

Bild (Titel auf deutsch im orig.txt.)

wie es einfach dahin kam nach dem Sinn zu fragen

Kiwi mit eigenem Geschmack ass ich in Australien.

In einem Mann gekostet tausend Universe.

Leben um zu komponieren. Richte Wiederschein!

Wortvolles Wiederschein an Bord auf der Haut,

am Rande ungetasteter Wange,

wahrscheinlich ein Gas, inzwischen doch tasten.

Nach hinten auf dem Rùckengeworfenes Wiederschein

auf der nàchtlichen Stadt, wahrscheinlich Schadenvoll.

Maniere ist es. Und so wie aufregend.

Farbe aus Materie getrennt. Scheinende Bilder.

Nicht Himmel das tagdauernde Blau,

man weiss, des Bildes Bild, weiter, weiter…

Durchsuchen von Plotin zu Plato Pluto

durch Empiristen Saturn, von Cezanne zu Impressionisten

unter ihnen, fùr uns, zum Bleiben,

als Heimat, herzbewegt, alle Grenzen.

In omaggio a Mirò

La luna la maschera tragica ha indossato,

una guancia antica le ha sfumato il cielo.

Saltuarie osservazioni premestruali

i lineamenti, scarsi tratti scuri.

Eppur si muove, senza batter ciglio,

solleva a suo capriccio vaporoso

l’orlo, ad alterni passaggi, maree.

La dedizione ricorrente, il bel sonno,

attira all’alba canti di uccellini alacri.

Mirò zu Ehren

Der Mond hat angezogen die tragische Maske,

eine alte Wange hat ihm der Himmel abgetònt.

Sprunghafte vormenstruelle Beobachtungen

die Gesichtszùge, spàrliche, dunkle Striche.

Und bewegt sich doch, ohne Wimpernzucken,

hebt willkùrlich den duftigen

Saum, bei wechselnden Durchgàngen, Gezeiten.

Die wiederkehrende Hingabe, der schòne Schlaf,

zieht bei Morgengrauen den Gesang eifriger Vògelchen an.

Lucciole superstiti

Visioni d’interni, raro giubilo.

La membrana è poco permeabile.

E rara sia la rappresentazione.

Paesaggio delicato, porta stretta.

Viscerali residui sviscerati,

esseri indifesi, non resistono

l’esterna atmosfera rarefatta,

le intemperie accidentali del tempo.

Si disfa, si decompone, svanisce.

Battaglie nel mondo muscolare.

Pesce fuor d’acqua l’emozione senza

pensiero. Navigato resoconto.

In forme decenti riesce il trasporto.

Cura, fatica sia, non idolo.

Testimone profeta l’allusione,

augure messaggero il segno.

Invito ripetuto

l’involucro-finzione!

Uberlebende Glùhwùrmchen

Ansichten des Inneren, seltener Jubel.

Die Membran ist wenig durchdringlich.

Und seltener sei die Darstellung.

Feiner Durchgang, schmale Tùr.

Innerliche Uberreste ergrùndet,

wehrlose Wesen, ertragen nicht

die àussere verdùnnte Atmosphàre,

die unvorgesehenen Unbilden der Zeit.

Es zerlegt sich, lòst sich auf, verschwindet.

Schlachten in der muskulàren Welt.

Fisch ausser Wasser das Gefùhl ohne

Denken. Seerfahrener Bericht.

In passenden Formen gelingt der Transport.

Sei er Sorge, Mùhe, nicht Idol.

Zeuge Prophet die Andeutung,

Augur Bote das Zeichen.

Wiederholte Einladung

die Umhùllungs-Fiktion.

Landa desolata

Siccità aspetta un grido che laceri

l’afa. Ma tuona e fulmina senz’acqua.

Udrei il lungo sospiro: sto bene,

eppure, dopo tutto, finalmente.

Una speranza solo è naufragata,

non ho perso altro. Tanta paura.

Amara, ròsa da pena cocente,

rosolata. Frutto dell’esperienza.

Ode Ebene

Die Dùrre erwartet einen Schrei der zerreisse

die Schwùle. Doch es donnert und blitzt ohne Wasser.

Ich wùrde den langen Seufzer hòren: es geht mir gut,

dennoch, letzten Endes, endlich.

Nur eine Hoffnung ist gescheitert,

ich habe nichts anderes verloren. Viel Angst.

Bitter, angenagt von sengendem Kùmmer,

angebraten. Frucht der Erfahrung.

Pietà

Dispregiativo tacciare d’arroganza

di chi solo ha paura del rischio

a dichiarare il proprio posto ambito

nella gerarchia interminabile.

Ai morti chiudono gli occhi, ma ai vivi

spesso non li aprono.

Trovano, un quid che li tenga in vita;

magari sani, meglio in accorgersi,

di rado consapevole, che non c’è indifferenza.

Palpitante di attesa già esaudita,

mi ritrovo io, un fine a se stesso:

mi dedico alla vita.

Da bambina le piante.

In palestra respirare a fondo…

Nè sapevo ancora prestabilito

il totale di ognuno.

I conti tornano, se,

mi lascio già massaggiare dai pesi, e,

moltiplicazione d’errori, è stato

facile correggermi.

Non imputo vergogna nè angoscia,

cavalli di battaglia.

A fede che mi salva ho ceduto

l’unica paternità, adottiva.

Mia sospirata musa,

parca del mio destino!

Non sempre fu severa.

E volle esser pagata –

anche questo alleviò il mio dolore.

Nella mia limitazione

finchè avrò forza ancora alla ricerca:

non fo’ una brutta fine.

Mitleid

Veràchtliches Anklagen mit Arroganz

derer, die nur das Risiko fùrchten,

den eigenen erstrebten Platz zu behaupten

in der endlosen Hierarchie.

Den Toten schliessen sie die Augen, aber den Lebenden

òffnen sie sie oft nicht.

Sie finden, etwas das sie am Leben erhalte;

wenn mòglich gesund, besser, zu bemerken

–          selten bewusst -, dass es keine Gleichgùltigkeit gibt.

Pulsierend mit schon erfùlltem Warten,

treffe ich wieder auf mich, ein Ende in sich;

ich widme mich dem Leben.

Als Kind die Pflanzen.

Wie in der Turnhalle tief zu atmen –

und wusste noch nicht um die Festsetzung

der Summe eines jeder.

Die Rechnungen stimmen, falls

ich mich schon von den Gewichten massieren lasse, und,

Multiplikation von Fehlern, ist es

leicht gewesen mich zu korrigieren.

Ich rechne an weder Scham noch Angst,

Streitrosse.

Dem Glauben der mich rettet ùberliess ich

die einzige Vaterschaft, adoptive.

Meine ersehnte Muse,

sparsam mit meinem Schicksal!

Nicht immer war sie streng.

Und wollte bezahlt sein –

Auch das linderte meinen Schmerz.

In meiner Beschrenktheit

solange ich Kraft habe noch auf  Suche:

habe ich kein schlechtes Ende.

Di chiar’ azione

Fu una sensazione particolare,

un fagiolo. Mi credevo malato,

sottoterra sforzavo la gravità,

dovevo solo nascere. Il calore

non era statico, chè trasformavo

in varco energie intorno transeunti.

Mi dico forte nell’attesa verde.

Ora so che qualcuno mi ha visto,

un dolce attimo memorabile,

la prima luce diretta, un paradiso.

La sorpresa che dovesse affondare

dentro tutto il mio essere, ascoso.

Il primo colpo di vento, crudele.

Mi dico debole, impressionata.

Sembra così semplice, vegetale,

il senso della fatica. Affioro

appena e capisco: nell’aria

un procedere diverso si prospetta,

altri lavori, sebbene fiorirò

queste stesse radici. Allo scoperto

sto uscendo, mi dico sottovoce.

De klar’ ation

Es war eine besondere Empfindung,

eine Bohne. Ich glaubte mich krank,

verdrehte unter der Erde die Schwer..,

ich sollte nur geboren werden. Die Wàrme

war nicht statisch, da ich ringsum

vorùbergehende Energien in einem Gang umwandelte.

Ich erklàre mich stark, im grùnen Warten.

Jetzt weiss ich, dass jemand mich gesehen hat,

ein sùsser, denkwùrdiger Augenblick,

das erste direkte Licht, ein Paradies.

Die Uberraschung, dass es sinken sollte,

ganz hinein in mein Sein, verborgen.

Der Erste Windstoss, grausam.

Ich erklàre mich schwach, beeindruckt.

Es scheint so einfach, pflanzlich

der Sinn der Mùhe. Ich tauche auf,

kaum, und verstehe: in der Luft

legt sich dar ein andersartiges Vorgehen,

andere Arbeiten, obwohl ich blùhen werde

aus den selben Wurzeln. Ins Freie

steige ich, erklàre ich mir halblaut.

Conversione all’universo

Le speranze di vita

si sono trasformate

in fede nella morte.

E la carità è rara.

L’anima prepotente,

durevole esercizio,

le ho dato l’anima.

A Cesare… giustizia.

Dal mondo sensoriale

varchi, è necessario

come al bosco il mistero,

in zone temperate.

Le pensi o non le pensi,

per quel po’ che m’è dato,

sappia o no di pensarle…

emanano profumi.

Bekehrung zum Universum

Die Hoffnungen des Lebens

haben sich gewandelt

in Glauben an den Tod.

Und die Nàchstenliebe ist selten.

Die ùberhebliche Seele,

bestàndige Ubung,

ihr gab ich mein Letztes.

Dem Càsar…Gerechtigkeit

Aus der Sinneswelt

gehe ùber, es ist notwendig,

wie fùr den Wald das Geheimnis,

in gemàssigte Zonen.

Sei es, ich denke sie oder ich denke sie nicht,

mit dem wenigen das mir gegeben ist,

sei es, ich weiss oder nicht, dass ich sie denke…

sie verstròmen Duft.

Benedizione

Sorridenti a reciproche carezze,

inanellate, umide di odori,

trasfusioni di coraggio e fermezza

in tenebrosi sguardi infuocati.

Sì dolcemente tremando, tramando

esiti per rispecchiare il sorriso.

Segnung

Làchelnd zu den gegenseitigen Liebkosungen,

geringt, feucht von Dùften;

Transfusionen von Mut und Stàrke

Hinter buschigen Blicken, glùhenden.

Ja sùsslich zitternd, anstiftend

Ergebnisse zum Widerspiegeln des Làchelns.

Maestri

Mi concedo,

appartata dalle filosofie,

una sensazione di esistere.

Ha il sapore esultante

di un’offerta del raccolto,

ed è per ringraziare.

In me vive il dono

che può pervadermi.

Così sia,

ogni tanto,

per sempre.

Die Meister

Ich gestatte mir, abseits der Philosophien, eine Empfindung des Seins.

Sie hat den jubelnden Geschmack eines Ernteopfers, und ist, zu danken.

In mir lebt das Geschenk das mich durchdringen kann.

So sei es, manche Male, fùr immer.

Bliss vom doppeltglùcklichem Zustand*

Ich kann weinen, ich kann lachen,

ich bin stàrker noch als Drachen.

Es kann gegen meinen Willen,

trotzdem krieg’ ich nur Idyllen.

Ob es mystisch, ob es magisch,

umsoweniger ich frag mich.

Unberùhrbar fliesst es ùber,

braucht nicht zu sprechen drùber.

Alles andre lass’ nur streben,

Liebe lebt aus eignem Leben.

Du sagst richig, Du tust gut…

komisce Krankheit: Sein verliebt!

Schòn Du. In der Reinheitsskala

zogst mich eine Stufe hòher.

Bring’ mich dies nur meinem Tod,

dankbar nehm’ ich Dein Geschenk.

* (orig.Text auf deutsch)

Silenzio

Vivo per amore. Però a un patto.

Amore…è discontinuo, non eterno.

Anche amo la vita. Ancora. A stento.

Però non incondizionatamente.

Vivo, se posso, per amore. Vivo

senza sia il resto tutto indifferente.

Vita breve! Voglio ormai solo amore

e occupazioni amate: studio e sole.

Stille

Ich lebe der Liebe wegen. Aber in einem Pakt.

Liebe… ist diskontinuierlich, nicht ewig.

Auch lieb’ ich Leben. Noch. Mit Anstrengung.

Jedoch nicht ohne Bedingung.

Ich lebe, wenn möglich, der Liebe wegen. Lebe,

vermeide, dass das Restliche gleichgültig wird.

Kurzes Leben! Will seither nur Liebe

und geliebte Beschäftigungen: Studien und Sonne.

*** ***

Càpita diventando vecchi

di stare più che quieti

a lungo nella stessa posizione

sulla panchina e

forse è rattrappirsi che invecchia.

Senza batter ciglio pensavo

alle mie ossa e

càpita un pettirosso, arzillo.

Saltella e mi occhieggia

mostrando un profilo poi l’altro.

Motivo in più per non spostarmi.

Es passiert während man alt wird

mehr als ruhig zu bleiben,

lange in der selben Position

auf der Bank und

vielleicht ist es diese Beschränkung, die alt macht.

Ohne einen Wimpernschlag dachte ich

an meine Knochen und

es passiert, ein Rotkehlchen kommt, hellwach.

Hüpft, und blinkt mit den Augen,

zeigt ein Profil, dann das andere.

Ein Grund mehr mich nicht zu bewegen.

Segreta scoperta

Luna, mezza luna brillante!

dove sei stata che torni pulita

nell’alba blu ti stagli sulla luce…

alle terme forse? Impallidisci.

Geheime Entdeckung

Mond, glänzender Halbmond!

Wo bist du gewesen, von wo du sauber zurückkehrst,

im blauen Sonnenaufgang, stehst du im Licht…

Aus der Therme etwa? Du erbleichst.

Giuria clemente

La mia bellezza – decreto inutile –

m’ha dato tante preoccupazioni

finchè queste, stanche, l’hanno abrogata.

Ora che saprei mostrarla, il processo,

ho solo rughe per sottolineare.

Missione compiuta se ne va a spasso.

Oggi allo specchio preferisco il sole:

non dimentica, nonostante gli anni.

Milde Geschworene

Meine Schönheit – unnütze Verfügung –

hat mir viele Sorgen gemacht

solange diese, müde, jene aufhoben.

Jetzt, wo ich sie zeigen könnte, den Prozess,

habe ich nur Falten um zu unterstreichen.

Mission erfüllt, geht sie spazieren.

Heute ziehe ich dem Spiegel die Sonne vor:

sie vergisst nicht, trotz der Jahre.

 

Guido Zavanone

Guido Zavanone da Se restaurare la casa degli avi:

LA FELICITA’       a Giovanna

Se esista davvero,
se sulla terra si celi od altrove
in qualche
sconosciuto astro o pianeta
e sia dono o conquista od incontro
improvviso ad un angolo
di una strada desueta…
Ma questo io so
che da tempo
più non la cerco, da quando
m’apparisti nel riquadro d’un giorno
e ancora
tra ingiurie e baci dolcemente infurii
tenacemente
mi vivi accanto.

.

DAS GLÙCK

Ob es wirklich existiert,

ob es sich auf Erden oder anderswo verstecke

auf irgend einem unbekannten Stern oder Planet;

und sei es Gabe, Eroberung oder Begegnung

plòtzlich an einer Ecke einer ungewòhnlichen Strasse…

Ich aber weiss

dass ich es làngst

nicht mehr suche, seitdem

Du mir im Rahmen jenes Tages erschienst,

und Du Dich immer noch,

zwischen Verletzungen und Kùssen, sùss àrgerst,

beharrlich

neben mir lebst.

.

SERA IN CUCINA

Tu l’ascolti quel ronzio

che s’incide nel silenzio

della stanza ottenebrata

scende e sale

già t’inscrive nel suo cerchio

insistendo, un sibilare

che t’avvolge ti trascina

con sé dentro una spirale

in un gioco un poco tetro

nella stanza di cucina?

Cresce ancora quel ronzio,

orbitando alla finestra

batte stride contro il vetro,

tu ne tremi, cuore mio,

un moscone,

il Tempo,

Dio?

ABEND IN DER KÙCHE

Du hòrst diesem Summen zu

welches sich in der Stille eingraviert

des dunkelgewordenen Zimmers

erniedrigt sich, steigt,

schon schreibt es Dich in seinen Kreis ein,

gibt nicht auf, ein Keuchen,

ein Vibrieren,

das Dich einwickelt, und mitzieht

in einer Spirale

in einem etwas finsternen Spiel,

im Kùchenzimmer?

Es wàchst noch, dieses Summen,

am Fenster kreisend,

es schlàgt, es zischt gegen das Glas,

Du zitterst davon, mein Herz,

eine Fliege,

die Zeit,

Gott?

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