Pietro Lombardo: un domenicano del XII sec.

 

Desiderando depositare con la poverella qualcosa della nostra povertà e piccolezza nel tesoro del Signore, abbiamo avuto la presunzione di compiere un lavoro superiore alle nostre forze.

(Prologo a Sententiarum libri quattruor)

mi pare bello! cito dal sito:

La Voras edizioni nasce dall’esigenza di dare spazio e voce a tutti coloro che hanno belle storie da raccontare e, soprattutto, che sappiano come farlo. Siamo interessati alla narrativa mainstream, a quella di genere e ai comics, nonché curiosi di esplorare ogni ibrido e le nuove idee che ci verranno proposte. Al momento non prendiamo in considerazione la poesia e la saggistica. Non siamo una casa editrice a pagamento: non possiamo promettervi di … […]http://vorasedizioni.blogspot.com“La Voras edizioni nasce dall’esigenza di dare spazio e voce a tutti coloro che hanno belle storie da raccontare e, soprattutto, che sappiano come farlo.
Siamo interessati alla narrativa mainstream, a quella di genere e ai comics, nonché curiosi di esplorare ogni ibrido e le nuove idee che ci verranno proposte.
Al momento non prendiamo in considerazione la poesia e la saggistica.
Non siamo una casa editrice a pagamento: non possiamo promettervi di farvi arricchire, ma in compenso vi assicuriamo che non dovrete farvi carico di alcuna spesa.
Le uniche cose che richiediamo sono buoni testi, volontà di migliorare e impegno nel promuovere il vostro lavoro.”

http://vorasedizioni.blogspot.com

Citazioni all over

Dall’Italia:

 

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Virgilio, Egloghe,I,6:

Deus nobis haec otia fecit.

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Pietro Lombardo:

Desiderando depositare con la poverella qualcosa della nostra povertà e piccolezza nel tesoro del Signore, abbiamo avuto la presunzione di compiere un lavoro superiore alle nostre forze. Prologo a Sententiarum libri quattruor.

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Noi siam tissuti dell’istessa trama del sogno

ed è la piccioletta vita nostra tutta dal sogno circonfusa.

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Poliziano:

…sì bel titol d’Amore ha dato il mondo

a una cieca peste, a un mal giocondo.

G.Leopardi:

…la prepotente inclinazione al primitivo…

Infelice chi loda sempre con moderazione!

G.Boine, Frantumi, 1915:

Non vi è altro eterno che l’attimo.

C.R.Ceccardi:

Luna estiva

e pel seren la luna alta governa

la bianca vela, e specchiata sul fiume

gli conta una sottil favola eterna.

***

Primavera alpestre

te ignuda asperge il roseo mattino

o Primavera!, e Iperion te coglie

in sul talamo immenso d’Appennino.

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C.E.Gadda:

da La cognizione del dolore

Tutti avevano la loro vita, la loro donna: e si erano lasciati varare: ed erano in condizione di essere presi sul serio…Ognuno credeva, realmente di essere una cosa seria.

da Novella II, Incipit fabula secunda (1971)

…entrò a sua volta in quello che i filosofi i ragazzi di bar e gli agenti di cambio chiamano ”la vita”, per dire quel portentoso e sorprendente groviglio di cui non se ne capisce un fico secco.

Genti e terre d’Abruzzo

…il ceppo delle rubescenze tenaci, superstiti al fuoco.

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I.Calvino:

da  Saggi italiani, su Pavese C., La luna e i falò:

Il personaggio che dice “io”…

da Le più belle pagine di T.Landolfi, L’esattezza e il caso, (nota):

…quel particolare piacere di far vivere accenti lontani.

da La giornata di uno scrutatore:

Ma siccome era abituato a ragionare per immagini continuava a scegliere nei libri dei pensatori il nocciolo immaginoso, cioè a scambiarli per poeti, oppure a cavar fuori la scienza o la filosofia o la storia ragionando di come…

…attento alle parole, ma solo al loro suono, come a una musica.

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T. Landolfi:

da Rien va

Santo Dio com’è detto male. E Santo Dio com’ son complicate

e fastidiose da dire le cose insulse,…

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da Il tradimento

Invano il sole vibra i suoi messaggi

di vita ai morti pianeti:

si spengerà la Terra e per un lungo

volgere d’ anni ancora il Sole

la cullerà tra raggi d’oro,

senza cavarne un solo fremito.

Splende bensì la poesia

sulla mia testa;

pure, nel mio giardino non ridesta

un solo fiore.

***

Conoscere fu la suprema meta,

intendere il supremo corollario,

l’intelligenza ci raggiava innanzi

e ci menava per i suoi meandri:

povera, incerta, freddolosa

la mia scienza infinita oggi mi pare.

Ma non è ciò, che povera non mai

è la scienza che chiede nuova scienza,

mentre non più il conoscere mi tenta

né più l’intendere mi alletta,

né a guardar dentro più s’accende il sangue.

Rapissi il fuoco della vita eterna e sviscerassi l’universo,

a me che cosa ne verrebbe?

***

Il mare dell’essere un giorno

mi depose su un greto d’oro;

***

Di dove ancora vivo, di dove

mi viene il minimo umidore

che, bensì avaramente, ancor mi nutre?

Per qual segreta vena

mi sale ancora al capo

Questo pallido sangue, ultimo sangue?-

Così talvolta…

***

Come con quella poca fronda,

con quella poca fronda che le resta,

può suscitare così gran festa?

Ma no, non è la quercia:

è la nostra perduta giovinezza,

la nostra aria natale,

che in questa ambigua ora ci muove incontro

e ci tortura e ci consola.

***

da Il gioco della torre, Il gatto telegrafista:

“Pretesto narrativo!” replicai. “Ma già, naturale: voialtri siete quelli che chiedete il verosimile e non il vero.” “Come se il primo escludesse il secondo” “In un certo senso sì: il verosimile è, appunto, simile al vero: se non che, vedi caso, il vero non è mai simile a sé stesso.”

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C. Sbarbaro:

da Scampoli, n. 28, ed.Vallecchi, 1960

Deve far male il pensiero d’aver potuto, per guardarsi dalle monete false, rifiutare quella buona.

da Scampoli, n.30, ed. Vallecchi, 1960 Lettera a O. Saccorotti

..è che io non so distinguere fra la tua arte e te…è ben vero che questa è la maggior lode…Troppe cose in arte son belle, poche vive; e che siano vive è ciò che unicamente conta.

da Scampoli, n.38, ed. Vallecchi, 1960:

Attraverso il caos lui almeno ci approda a uno stato d’animo; a qualcosa di prossimo al riso e al pianto; queste, che per individuali e provvisorie che siano, restano le consolazioni che abbiamo dell’esistenza.

da Scampoli, n. 42, ed. Vallecchi, 1960:

Il fatto è che allora io tenevo moltissimo al mio cervello, cosa che oggi stento a credere…

A.Guerrini, Il significato di Sbarbaro, ed. Sabatelli, 1968:

…così rivelatori di un understatement, tanto ligure quanto poco“italiano”.

M. Luzi, Parlate (monologo su Pasolini):

Due erinni lo incalzavano: la disperazione e la vitalità.

S.Solmi, Dal balcone:

All’occhio si propone

estraneo, a sé sufficiente, l’intero

imperturbabile enigma.

V.Sereni, Frontiera:

Azalee nella pioggia

sul mondo scampato ai temporali

le più bianche s’illudono d’eterno.

***

Piazza

io non so, giovinezza, sopportare

il tuo sguardo d’addio.

Ma nella piazza, a mezza sera,

vince i deboli lumi

la falce d’aprile in ascesa.

Sei salva e già lunare?

Che trepida grazia,

la tua figura che va.

***

Appuntamento a ora insolita

sempre di sé parlava ma come lui nessuno

ho conosciuto che di sé parlando

e ad altri vita chiedendo nel parlare

altrettanta e tanta più ne desse

a chi stava ad ascoltarlo.

***

Scoperta dell’odio

Qui stava il torto, qui l’inveterato errore:

credere che d’altro non vi fosse acquisto che d’amore.

***

Di passaggio

Sono già morto e qui torno?

O sono il solo vivo nella vivida e ferma

nullità di un ricordo?

C.Zavattini, Diario cinematografico:

Quanto si piange un morto? Tre giorni? E tre morti? E tremila?

G. Ballerini, Volgersi indietro:

Ritrovarsi ancora

e un po’ sostare

nel ricordo di allora…

commossi parlare

di persone, di cose e di vicende,

nel nostro cuor riaccende…

Si scrive Shakespeare, ma si pronuncia Schopenauer.

Tutto ciò è molto bello e distruttivo. (diario)

Antonia Pozzi:
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Se qualcuna delle mie povere parole
ti piace
e tu me lo dici
sia pur solo con gli occhi
io mi spalanco
in un riso beato
ma tremo
come una mamma piccola giovane
che perfino arrossisce
se un passante le dice
che il suo bambino e’ bello

C.Pennati, Una distanza inseparabile, ed. Einaudi:

Quanto di desiderio mi sostiene

al tuo mancarmi

è comprensivamente nel sentirne

il trapassante tratto di distanza

così attraentemente colmarsi di te.

Quanta mi chiedo della possibile felicità che ci pervade

tu maggiormente cogliere ne sappia entro l’abbraccio della comprensione.

M.Rigoni Stern, intervista:

Correndo si perde tempo.

A.Strick Livers:

Ciascuno fa quel che può. E anche meno!

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dal mondo anglosassone:

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Thomas Carlyle, Sartor resartus, ed. Laterza 1924

Libro III, Un incidente nella storia moderna

Fanno invero meraviglia, in mezzo a tutta la caparbia sua nebulosità, la forza di visione e il cuore ardente con cui egli penetrava nel mistero del mondo; e che, nei fenomeni più sensibili della vita, per quanto il senso potesse, non scorgeva che una Veste nuova o sciupata, ma sempre, sotto questa, una Essenza celeste da cui era resa visibile;…

 

J.Swift, A tale of a tube:

..Noi, che il mondo si è compiaciuto di onorare con l’appellativo di autori moderni,…

Shakespeare, Henry V (II.4.74):

Self-love, my liege, is not so vile a sin as self-neglecting.

Amare sè stessi, mia cara, non è peccato così vile quanto trascurarsi.

B.Jonson:

Loud lie.

J. Donne, Holy sonnets, XIX:

Oh to vex me, contraries meet in one

Oh per infastidirmi, i contrari si toccano

G.Herbert, Joseph’s coat:

I live to show His power, who once did bring

my joyes to weep, and now my griefs to sing.

Vivo per mostrare il Suo potere, che una volta condusse

le mie gioie a piangere, e ora i miei dolori a cantare.

C.Dickens, Our common friend:

..non sapeva la parola chiave…

G.K.Chesterton, L’uomo che fu giovedì:

Si può concedere ai matematici che 4 sia 2 volte 2; ma 2 non è 2 volte 1: 2 è 2000 volte 1. Ecco perché, nonostante 1000 svantaggi, il mondo ritornerà sempre alla monogamia.

Eppure, a meno che le entità filosofiche dette tempo e spazio non abbiano neppure traccia di una consistenza, appariva assolutamente indiscusso…

E si sentiva quasi disposto a chiedere, dopo tutti questi smarrimenti, che cos’era un amico e che cosa un nemico.

da The club of queer trades (La singolare pensata dell’agente immobiliare):

…è che dire una cosa nuda e cruda come è avvenuta la fa sembrare spaventosamente strana.
…la verità deve necessariamente essere più strana della finzione, perché la finzione è una creatura della mente e dunque le è congeniale.  (L’originale condotta del professor C.)

…I miracoli dovrebbero avvenire sempre alla luce del giorno. La notte li rende credibili e perciò li svilisce.

G.Mac Donald:

The best mirror is an old frend. Il miglior specchio è un vecchio amico.

Form is good – but not formality. La forma è un bene – non la formalità.

Samuel Taylor ColeridgeFancy in Nubibus:

O ! it is pleasant, with a heart at ease
just after sunset, or by moonlight skies,
to make the shifting clouds be what you please.

Oh! È piacevole col cuore in pace

appena dopo il tramonto

fare delle mobili nuvole ciò che ti pare.

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W.S.Maugham, A friend in need

I find that the longer I know people the more they puzzle me.

Trovo che più a lungo conosco le persone più esse mi risultano enigmatiche.

Una cinquantenne per quanto piacente, non suscita esattamente un colpo di fulmine.

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V. Woolf, A room of one’s own, 1928

La parola io è soltanto una comoda designazione per nominare qualcuno che non esiste realmente.

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dall’America

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E.A.Poe, Scritti ritrovati, Pensieri di un uomo silenzioso

…la sensibilità in quanto tale viene considerata una virtù, essa finisce per essere simulata; così come lo sono al polo opposto la freddezza e la prouderie tra la gente che pretende di misurare la sua moralità in proporzione alla sua incapacità di sentimento e impermeabilità alle emozioni.

Se il mondo fosse fatto di persone che pensano e sentono piuttosto che agire (e queste sono le persone dotate di un’acuta sensibilità)…

sarebbe una maledizione troppo pesante per l’umanità se tutti fossero chiamati a sopportare il peso della sensibilità oltre che il peso del lavoro. Siamo condannati a guadagnarci il nostro pane col sudore della fronte, non con quello del nostro cuore.

il genio è cosciente dei suoi poteri?

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Quale ricompensa avrebbe il poeta se non ne ricavasse dal proprio lavoro?

Gli obiettivi del Broadway Journal

Noi abbiamo il massimo rispetto per la gente, un rispetto temperato da una non indifferente quantità di amore.

W. Faulkner :

Chi può vive, chi non può scrive.

J.London, L’apostata:

Una pazienza terribile quanto la scuola dove l’aveva imparata

Williams Carlos Williams:

No Ideas but in Things

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dal mondo ispanico

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Hablole en algarabìa como aquel que bien la sabe.

Le parlò in lingua castigliana come colui che ben la sa.

Cervantes:

Se è pena del bugiardo non esser creduto quando dice il vero, gloria del veritiero è esser creduto quando mente.

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dalla Francia

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C.Nodier, Ines de las sierras:

De las cosas mas seguras, la mas segura es dudar.

Delle cose più sicure, la più sicura è dubitare.

J.Verne, Maitre du monde:

Tout se tut. Tutto si tacque.

A.Gide, La porte etroite:

Une vie au monotone cours commenca où, comme en un milieu tres sonore, le moindre mouvement de nos coeurs s’entendait.

Una vita dal corso monotono iniziò, dove, come in un mezzo molto sonoro, il minimo movimento dei nostri cuori si poteva ascoltare.

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dal mondo germanico

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Grimmelshausen:

Donna più mobilis che nobilis.

Nietzche:
Bisogna avere un caos dentro per generare una stella danzante.

W. Keimr:

Im Lyrischen fliessen Welt und Ich zusammen.

Nell’elemento lirico fluiscono insieme il Mondo e l’Io.

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dall’Oriente

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dal sanscrito:

A MRA PUR ( = non morte tutto): metafora per “Arte”, in Rajasthan.

Imru l’Quais:

Ma la morte sinchè non coglie l’uomo

è come la cavezza allentata i cui capi son però sempre nel pugno.

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Po Chu I:

Potando alberi

Non v’è uomo senza le sue preferenze,

nè cosa senza un misto di bene e di male.

Non è che non amassi le tenere frasche

ma è meglio ancora vedere le verdi montagne!

***

Sogno alpinistico

Stanotte in sogno ho scalato una dura montagna

solo con la mia mazza di agrifoglio.

Mille crepacci, cento e cento vallate,

tutte ho esplorato nel mio viaggio di sogno.

Per tutto quel tempo i piedi non mi tradirono,

gagliardo era il passo come nei giovani anni.

Può essere che se la mente ritorna indietro

anche il corpo riprenda l’antico stato?

E può essere che fra anima e corpo

il corpo languisca e l’anima resti robusta?

Anima e corpo entrambi sono vanità,

sogno e veglia entrambi sono irreali.

Di giorno i miei piedi paralizzati vacillano

di notte i miei passi scavalcano le montagne.

E poichè il giorno e la notte hanno uguale durata

fra i due riprendo tutto quello che perdo.

***

La fine della primavera

Il fiore del pero si stringe e si trasforma nel frutto,

dalle uova di rondine i rondinini son nati.

Quando si sta di fronte al mutare delle stagioni

quale conforto ci reca la dottrina del Tao?

Mi insegnerà a vedere i mesi e i giorni volare

senza rimpiangere troppo la giovinezza che muore;

se il mondo transitorio non è che un lungo sognare

non ha importanza alcuna essere giovani o vecchi.

Pure, sempre dal giorno in cui l’amico mio mi lasciò

e ho vissuto in esilio nella città di Chiang Ling

c’è un solo desiderio che non riesco a domare

ed è che di tanto in tanto per caso ci si ritrovi.

***

La canzone del pigro

M’han sempre detto che Chi Shu Yeh

passò l’intera sua vita in ozio.

Ma qualche volta suonava l’arpa

e trasmutava pure i metalli.

Dunque anche lui

non era pigro

come son io!

Finchè vivo gli onori e le ricchezze

non faran parte mai del mio destino;

ma so bene che quando sarò morto

la fama dei miei libri durerà.

Queste parole oziose e questi frivoli vanti

per oggi amici perdonatemi.

.

Cho Wen-kiun:

…oimè, oimè

e ancora oimè!

Così pianger deve

una fanciulla

quando è sposata,

se non ha trovato

uno dal cuore sincero,

uno che non la lasci

finchè ha bianchi i capelli.

.

DinastiaHan:

I morti son morti – con loro non puoi parlare;

i vivi son qua – richiedono il nostro amore.

Tzu-yeh:

Dicesti: Mi devo fermare

perchè il mio cavallo è stanco.

Dissi: E io devo andare

perchè i miei bachi hanno fame.

***

Tutta la notte non potei dormire

per il chiaro di luna sul mio letto;

udivo sempre una voce chiamare,

dal Nulla il Nulla rispondeva: sì.

***

per un istante, quando mi stringevi

fra le tue braccia tese,

pensai che il fiume si fosse fermato

e non corresse più.

***

vieni a giocare un pochino con me!

Con tante liti e così pochi baci

quanto potrà durare il nostro amore?

.

Wu-Ti dei Liang:

Chi dice mai

che sono io che lo voglio

questo distacco, questo viver lontano da te?

Le mie vesti odorano ancora dello spigo che mi donasti

la mia mano tiene ancora la lettera che m’inviasti

intorno alla vita porto sempre una doppia cintura

sogno che essa ci lega entrambi in un unico nodo.

Non lo sapevi tu che la gente nasconde l’amore

come un fiore troppo prezioso per essere colto?

Wang Chien:

Nel sentire che l’amico tornava dalla guerra

.

Oh potessi contrarre la superficie del mondo

per ritrovarti a un tratto in piedi al mio fianco!

.

Taizong:

“Usando il bronzo come specchio ci aggiustiamo le vesti;

usando l’antichità come specchio conosciamo le vicissitudini dell’esistenza;

specchiandoci nelle persone comprendiamo i concetti di vantaggio e perdita”

Li Yù, Il tappeto di preghiera di carne

Ah amare ed essere amati: è meraviglioso!

Così si pensa e non si pensa

al pericolo,

che dietro ogni troppo grande amore sta in agguato,

la gelosia.

Una nuvola di dispetto

E i suoi sguardi si volgono verso un’altra.

Certo i suoi occhi gli paiono fascinosi

Ma anche gli altri lo seducono.

Invidia e intrighi rendono impossibile

Conciliare gli uni e gli altri.

Chi riesce a venirne a capo

È un maestro nel gioco del vento e della luna

È un vero uomo!

***

L’avidità può atteggiarsi in modi differenti:

non desta ancora, la laguna sembra liscia e poco profonda

può trasformarsi in un mare selvaggio

se la tempesta all’improvviso la chiama dal suo sonno.

Guai al navigante, ora! Guai alla barca!

Non si placherà la furia delle onde?

Uno viene inghiottito dagli abissi,

un altro potrà a stento salvarsi andando alla deriva.

Buon per colui che con ali di libellula

Sfiora toccandola leggermente la cresta delle onde

E non cercando l’onda migliore

Fugge il pericolo danzando con grazia.

.

Ts’ao Hsùch-Ch’in, Il sogno della camera rossa

Non trattenere chi vuole andarsene.

.
dal mondo ellenico

.

Saffo:

La violenza del vento sulle querce di un monte:

amore schianta in me la ragione.

.

Un amore come un frutto nei rami più alti non è stato colto.

Non che lo disdegnassero ma non arrivavano fino là.

Alcmane:

L’uomo si chiama chiacchiera, compiacenza la donna.

Simonide:
La danza è una poesia muta; la poesia è una danza parlata.

Senofane:

Non svelarono agli uomini gli dei tutti i segreti: sono migliori gli esiti di una ricerca lunga.

Eschilo, I Persiani

Ti amo uomo, ti amo tumulo.

(dal verbo etze: che giace profondo. Morto o inconscio o qualità innate)

Sette contro Tebe

Non sembrare il migliore, ma esserlo, vuole.

Euripide, Medea:

In Grecia, hai imparato cos’è la giustizia e a servirti delle leggi, senza far ricorso alla violenza.

Eraclito:

Il lume negli occhi estinto l’uomo che è nella notte lo riaccende dentro di sé. Dormendo è un vivo abbracciato a un morto, uno che dorme è avvinto a uno che veglia.

.

Luciano di Samosata, Vita di Demonatte

La conoscenza è rimedio per ogni sofferenza. E anche la fame.

.

Costantinos Kavafis (1863-1933):

I muri

Senza riguardo senza pietà senza pudore

mi drizzarono contro grossi muri.

Adesso sono qua che mi dispero.

Non penso a altro: una sorte tormentosa;

con tante cose da sbrigare fuori!

Mi alzavano muri, e non vi feci caso.

Mai un rumore una voce, però, di muratori.

Murato fuori del mondo e non vi feci caso.

***

E se non puoi la vita che desideri

Cerca almeno questo

Per quanto sta in te: non sciuparla

Nel troppo commercio con la gente

Con troppe parole e in un viavai frenetico.

Non sciuparla portandola in giro

In balia del quotidiano

Gioco balordo degli incontri

E degli inviti,

fino a farne una stucchevole estranea.

..

Arte e scienza, un rapporto da indagare

.

Qui addit scientiam addit et dolorem.

.

Fontanelle, I dialoghi sulla pluralità dei mondi:

A memoria di rosa non è mai morto un giardiniere.

C. Darwin, Autobiografia:

Il mio successo come uomo di scienza, qualunque esso sia stato, è dovuto…: l’amore per la scienza, un’infinita pazienza nel riflettere lungamente su ogni argomento, gran diligenza nell’osservare e raccogliere dati di fatto, e una certa dose di immaginazione e di buon senso.

T.Carlyle, Sartor resartus, Libro1, cap.X Ragion pura, Ed.Laterza:

Si svilupperà la Vostra Scienza, solo nel laboratorio della Logica, in quell’angusto laboratorio sotterraneo, rischiarato da luce di fessura o anche da una lampada a olio; addiverrà la Mente umana un Mulino Aritmetico, con la Memoria per Tramoggia, e di cui le semplici tavole di seni e tangenti, le Codificazioni e i trattati di ciò che chiamate Economia Politica sieno la farina? E che cos’è codesta scienza – codesta semplice testa scientifica, supponiamola pure tagliata…e messa in un piatto magico, atta a conservarla in vita, che possa continuare a funzionare senza prendervi affatto parte il cuore -; che cos’è codesta scienza se non uno di quei mestieri meccanici e servili, per i quali una Testa Scientifica ( che ha un’Anima in essa) è organo troppo elevato? Intendo dire che il Pensiero senza Venerazione è sterile, forse velenoso;    …

W.S.Maugham, La luna e sei soldi:

E’ un equivoco grottesco quello che vuol vedere nell’arte nulla più di una tecnica perfettamente comprensibile solo al tecnico stesso: l’arte è la manifestazione di un’emozione, e l’emozione parla una lingua che tutti possono intendere.

C. Alvaro,  da Una finestra in campagna:

E la scienza oggi si rivela una forma potente di quella fantasia.

G.Manganelli,  Perché io scrivo?:

…’alchimisti’: ma non son certo che costoro non siano una variante dello scrittore, anch’essi fraudolenti e fatui.

C. Sbarbaro, Vedute di Genova, 1921:

Il poeta non capiva nella pelle dello scienziato.

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