Ligeia

Ligeia
I cannot, for my soul, remember how, when, or even precisely where, I first became acquainted with the lady Ligeia. Long years have since elapsed, and my memory is feeble through much suffering. Or, perhaps, I cannot now bring these points to mind, because, in truth, the character of my beloved, her rare learning, her singular yet placid cast of beauty, and the thrilling and enthralling eloquence of her low musical language, made their way into my heart by paces so steadily and stealthily progressive that they have been unnoticed and unknown. Yet I believe that I met her first and most frequently in some large, old, decaying city near the Rhine.
Ligeia
Sull’anima mia, non riesco a ricordare come, quando, e neppure con precisione dove feci conoscenza con Lady Ligia. Lunghi anni sono trascorsi da allora e la mia memoria è debole dopo aver molto sofferto. O forse adesso non riesco a riportare questi dettagli alla mente, perché, in verità, il carattere della mia amata, la sua rara cultura, il suo singolare eppure placido tipo di bellezza, l’eloquenza affascinante e penetrante  del suo linguaggio  musicale dai toni profondi si fecero strada nel mio cuore con passi così sicuri, così furtivi e costanti da restare inosservati e ignorati. Tuttavia credo di averla incontrata per la prima volta e poi più spesso in una grande, vecchia città in decadenza sul Reno.

(Traduzione: Chiara Adezati)

Poe, The murders in the Rue Morgue

The murders in the Rue Morgue
The mental features discoursed of as the analytical, are, in themselves, but little susceptible of analysis. We appreciate them only in their effects. We know of them, among other things, that they are always to their possessor, when inordinately possessed, a source of the liveliest enjoyment. As the strong man exults in his physical ability, delighting in such exercises as call his muscles into action, so glories the analyst in that moral activity which disentangles. He derives pleasure from even the most trivial occupations bringing his talent into play. He is fond of enigmas, of conundrums, hieroglyphics; exhibiting in his solutions of each a degree of acumen which appears to the ordinary apprehension praeternatural. His results, brought about by the very soul and essence of method, have, in truth, the whole air of intuition.
I delitti della Via Morgue
Le facoltà mentali che sono chiamate analitiche sono, di per sé, poco suscettibili di analisi. Le valutiamo  solo nei loro effetti. Fra l’altro, sappiamo che per coloro che le possiedono , se pure possedute disordinatamente, sono una fonte di vivissima gioia. Come l’uomo forte esulta della sua abilità fisica dilettandosi in quegli esercizi che mettono in azione i muscoli, così si gloria un uomo di mente analitica in quell’attività morale che sa districare.  Trova piacere anche nelle più triviali occupazioni se fanno entrare in azione il suo talento. Adora  gli enigmi, gli indovinelli, i geroglifici, mostrando nella soluzione di ognuno un grado di acume che alle persone normali sembra soprannaturale. I risultati ottenuti dall’anima e dall’essenza stessa del metodo, hanno, in verità tutta l’aria di una intuizione.

(Traduzione: Chiara Adezati)

Poe, La lettera sottratta

The Purloined Letter
At Paris, just after dark one gusty evening in the autumn of 18…, I was enjoying the twofold luxury of meditation and a meerschaum, in company with my friend C. Auguste Dupin, in his little back library, or book-closet, au troisième, No. 33, Rue Dunôt, Faubourg St. Germain. For one hour at least we had maintained a profound silence; while each, to any casual observer, might have seemed intently and exclusively occupied with the curling eddies of smoke that oppressed the atmosphere of the chamber. For myself, however, I was mentally discussing certain topics which had formed matter for conversation between us at an earlier period of the evening; I mean the affair of the Rue Morgue, and the mystery attending the murder of Marie Roget.
La lettera sottratta
A Parigi una sera tempestosa dell’autunno del 18…, poco dopo l’imbrunire,  stavo godendomi la duplice voluttà della meditazione e di una pipa di schiuma, in compagnia del mio amico C. Augusto Dupin, nella sua piccola biblioteca nel retro o studiolo, au troisième del N. 33 Rue Dunot, Faubourg St. Germain. Per circa un’ora eravamo rimasti assorti in un profondo silenzio;  a chi ci avesse per caso osservati ciascuno di noi sarebbe parso completamente esclusivamente assorto nelle arricciate volute di fumo che rendevano opprimente l’aria della stanza. Da parte mia invece stavo mentalmente discutendo certi argomenti che avevano dato materia  di conversazione tra di noi al principio della serata;  voglio dire all’affare della Rue Morgue e al mistero che riguardava l’assassinio di Maria Roget.

(Traduzione: Chiara Adezati)

Preferisco tradurre che passeggiare

The pit and the pendulum
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I was sick – sick unto death with that long agony; and when they at length unbound me, and I was permitted to sit, I felt that my senses were leaving me. The sentence – the dread sentence of death – was the last of distinct accentuation which reached my ears. After that, the sound of the inquisitorial voices seemed merged in one dreamy indeterminate hum. It conveyed to my soul the idea of revolution – perhaps from its association in fancy with the burr of a mill wheel.

Il pozzo e il pendolo
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Ero sfinito, sfinito mortalmente da quella lunga agonia, e quando alla fine mi sciolsero e mi permisero di sedere, sentii che i sensi mi abbandonavano. La sentenza, la spaventosa sentenza di morte, fu l’ultima cosa che con accento distinto giunse alle mie orecchie. Dopo di questo, il suono delle voci degli inquisitori sembrò immerso in un mormorio indefinito di sogno. Suggeriva alla mia anima l’idea della rotazione, forse perché le associavo, nella fantasia,  la fresa  di una ruota di mulino.
(Traduzione: Chiara Adezati)

A spizzichi e bocconi

The narrative of Arthur Gordon Pym
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Upon my return to the United States a few months ago, after the extraordinary series of adventure in the South Seas and elsewhere, of which an account is given in the following pages, accident threw me into the society of several gentlemen in Richmond, Virginia, who felt deep interest in all matters relating to the regions I had visited, and who were constantly urging it upon me, as a duty, to give my narrative to the public. I had several reasons, however, for declining to do so, some of which were of a nature altogether private, and concern no person but myself; others not so much so. One consideration which deterred me was that, having kept no journal during a greater portion of the time in which I was absent, I feared I should not be able to write, from mere memory, a statement so minute and connected as to have the appearance of that truth it would really possess, barring only the natural and unavoidable exaggeration to which all of us are prone when detailing events which have had powerful influence in exciting the imaginative faculties.

Il racconto di Arthur Gordon Pym

Tornato negli Stati Uniti pochi mesi fa, dopo un’incredibile serie di avventure nei mari del Sud e altrove, di cui viene fornito un resoconto nelle pagine che seguono, feci per caso la conoscenza di alcuni gentiluomini di Richmond, in Virginia, i quali mostrarono grande interesse per tutto ciò che riguardava le regioni da me visitate e insistettero per convincermi, quasi si trattasse di un passo doveroso, a rendere pubblico il mio racconto. Vi erano tuttavia vari motivi per rifiutare, e tra questi alcuni assolutamente privati, che riguardavano me soltanto, e altri che non lo erano affatto. Una considerazione che mi tratteneva, poiché non avevo tenuto un diario durante la gran parte della mia assenza, era che temevo di non riuscire a scrivere, affidandomi semplicemente alla memoria, un resoconto così dettagliato e connesso da possedere l’apparenza di quella verità che realmente aveva, escluse solo le esagerazioni naturali e inevitabili alle quali tutti noi siamo inclini quando si tratta di descrivere eventi che hanno avuto potente influenza di eccitare le facoltà immaginative.
(Traduzione: Chiara Adezati)

Stuzzichino:Poe, Lo scarabeo d’oro

The golden bug

Many years ago, I contracted an intimacy with a Mr. William Legrand. He was of an ancient Huguenot family, and had once been wealthy; but a series of misfortunes had reduced him to want. To avoid the mortification consequent upon his disasters, he left New Orleans, the city of his forefathers, and took up his residence at Sullivan’s Island, near Charleston, South Carolina. This island is a very singular one. It consists of little else than the sea sand, and is about three miles long. Its breadth at no point exceeds a quarter of a mile. It is separated from the main land by a scarcely perceptible creek, oozing its way through a wilderness of reeds and slime, a favorite resort of the marsh hen.

Lo scarabeo d’oro

Molti anni fa mi legai in stretta amicizia con un certo signor William Legrand. Discendeva da un’antica famiglia ugonotta ed un tempo era stato ricco;  ma una serie di sventure l’avevano ridotto in stato di bisogno. Per evitare l’umiliazione derivata dai suoi disastri, aveva lasciato Nuova Orleans, la città dei suoi avi, e si era stabilito nell’isola di Sullivan, presso Charleston, nella Carolina del Sud. Quest’isola è molto particolare. Non consiste quasi di altro che di sabbia marina ed è lunga circa tre miglia. La sua larghezza non eccede in alcun punto il quarto di miglio. E’ separata dalla terraferma da un canale appena visibile che si apre la via attraverso una distesa selvaggia di canne e di melma, risorsa  favorita di galline di palude.
(Traduzione: Chiara Adezati)

The fall of the house of Usher

The fall of the house of Usher

During the whole of a dull, dark, and soundless day in the autumn of the year, when the clouds hung oppressively low in the heavens, I had been passing alone, on horseback, through a singularly dreary tract of country; and at length found myself, as the shades of the evening drew on, within view of the melancholy House of Usher. I know not how it was… but, with the first glimpse of the building, a sense of insufferable gloom pervaded my spirit. I say insufferable; for the feeling was unrelieved by any of that half-pleasurable, because poetic, sentiment, with which the mind usually receives even the sternest natural images of the desolate or terrible.

La caduta della casa degli Usher

Durante un’intera giornata d’autunno, fosca, oscura e silenziosa, quando le nuvole stavano appese opprimenti e basse nel cielo, avevo attraversato, da solo, a cavallo un tratto di campagna straordinariamente tetro;  e alla fine, mentre calavano le ombre della sera, mi trovai in vista della malinconica Casa Usher. Non so  come fu… ma, alla prima occhiata alla costruzione, un’insopportabile tristezza pervase il mio animo. Dico insopportabile, poiché la sensazione non era mitigata da nessuno di quei sentimenti per metà piacevoli, perché poetici, con cui la  nostra mente di solito accoglie anche le più rigide immagini naturali della desolazione e del terrore.
(Traduzione: Chiara Adezati)

Maelström of Poe’s nightmares

A descent into the Maelström

We had now reached the summit of the loftiest crag. For some minutes the old man seemed too much exhausted to speak.
“Not long ago,” said he at length, “and I could have guided you on this route as well as the youngest of my sons ; but, about three years past, there happened to me an event such as never happened to mortal man – or at least such as no man ever survived to tell of – and the six hours of deadly terror which I then endured have broken me up body and soul.

Una discesa nel maelström

Avevamo raggiunto ora la sommità della cima più elevata. Per alcuni minuti il vecchio sembrò troppo esausto per parlare.
” Non molto tempo fa” disse alla fine- “avrei potuto guidarvi  per questa via come il più giovane dei miei figl; ma, circa tre anni fa, mi accadde un fatto tale che mai accadde a un mortale, – o almeno tale che nessuno sopravvivesse per raccontarlo – e le sei ore di terrore mortale che allora sopportai mi hanno spezzato corpo e anima.

(Traduzione: Chiara Adezati)

The black cat, E.A.Poe

The Black Cat
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For the most wild, yet most homely narrative which I am about to pen, I neither expect nor solicit belief. Mad indeed would I be to expect it, in a case where my very senses reject their own evidence. Yet, mad am I not – and very surely do I not dream. But to-morrow I die, and to-day I would unburthen my soul. My immediate purpose is to place before the world, plainly, succinctly, and without comment, a series of mere household events. In their consequences, these events have terrified – have tortured – have destroyed me. Yet I will not attempt to expound them. To me, they have presented little but Horror – to many they will seem less terrible than “barroques”.

Il gatto nero
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Riguardo alla più selvaggia eppure la più casalinga storia, che mi accingo a scrivere, non mi aspetto, né sollecito di esser  creduto. Sarei veramente pazzo se me lo aspettassi,  in un caso in cui i miei stessi sensi rifiutano la propria testimonianza. Eppure pazzo non sono – e sicuramente non sogno. Ma domani morirò e oggi voglio togliere il peso dalla mia anima. Il mio scopo immediato è di mettere di fronte a tutti chiaramente, succintamente e senza commento, una serie di semplici avvenimenti domestici. Nelle loro conseguenze questi avvenimenti mi hanno atterrito, torturato, distrutto. Non tenterò tuttavia di spiegarli.  Per me sono stati poca cosa se non Orrore,- a molti sembreranno meno terribili che “barocchi”.
(Traduzione: Chiara Adezati)

Poe-sia Poe-E.-A.

MS. Found in a Bottle

Of my country and of my family I have little to say. Ill usage and length of years have driven me from the one, and estranged me from the other. Hereditary wealth afforded me an education of no common order, and a contemplative turn of mind enabled me to methodize the stores which early study very diligently garnered up. Beyond all things, the study of the German moralists gave me great delight; not from any ill-advised admiration of their eloquent madness, but from the ease with which my habits of rigid thought enabled me to detect their falsities.

Il manoscritto trovato in una bottiglia
Del mio paese e della mia famiglia ho poco da dire. Una vita disordinata e gli anni mi hanno allontanato dall’uno ed estraniato dall’altra. La ricchezza ereditata mi fornì un’educazione fuori dal comune, e un’indole contemplativa mi  consentì il metodo per le acquisizioni che i primi studi diligentemente avevano accumulato. Erano soprattutto le opere dei moralisti tedeschi a procurarmi grande diletto; non per una sconsiderata ammirazione per la loro eloquente follia ma per la disinvoltura con cui la mia abitudine al pensiero rigoroso mi consentiva di svelarne le falsità.

(Traduzione: Chiara Adezati)
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