Robert Louis Stevenson, tre poesie

As from the house your mother sees
you playing round the garden trees,
so you may see, if you will look
through the windows of this book,
another child, far, far away,
and in another garden, play.
But do not think you can at all,
by knocking on the window, call
that child to hear you. He intent
is all on his play-business bent.
He does not hear, he will not look,
nor yet be lured out of this book.
For, long ago, the truth to say,
he has grown up and gone away,
and it is but a child of air
that lingers in the garden there.

*

Come da casa tua madre vede

te giocare fra gli alberi in giardino,

potrai vedere se vorrai

fra le finestre di questo libro,

altro bimbo lontano lontano,

e in altro giardino giocare.

Ma non pensare di potere

battendo il vetro chiamare

che ti senta quel bimbo. Intento

tutto occupato al suo affare di giochi.

Non sente, non vedrà,

né scovato da questo volume.

Molto tempo fa, a dire il vero,

divenne adulto e se ne andò via,

solo un bimbo di aria

indugia nel giardino.

from Songs of travel

The vagabond

(to an air to Shubert)

Give to me the life I love,
  let the lave go by me,
give the jolly heaven above
  and the byway night me.
Bed in the bush with stars to see,
  bread I dip in the river --
there's the life for a man like me,
  there's the life for ever.

Let the blow fall soon or late,
  let what will be o'er me;
give the face of earth around
  and the road before me.
Wealth I seek not, hope nor love,
  nor a friend to know me;
all I seek, the heaven above
  and the road below me.

Or let autumn fall on me
  where afield I linger,
silencing the bird on tree,
  biting the blue finger;
white as meal the frosty field -
  warm the fireside haven -
not to autumn will I yield,
  not to winter even!

Let the blow fall soon or late,
  let what will be o'er me;
give the face of earth around,
  and the road before me.
Wealth I ask not, hope, nor love,
  nor a friend to know me.
All I ask, the heaven above
  and the road below me.

*

da Canti di viaggio

Il vagabondo

(per un’aria di Schubert)

dai a me la vita che amo

fai che la lava passi a fianco

dai i cieli belli sopra di me

e la notte che mi accompagna.

Giaciglio nel cespuglio, stelle in vista,

il pane lo intingo nel fiume –

ecco la vita per l’uomo che sono,

ecco quel che è vita per sempre.

Cada pure il colpo prima o poi,

su di me sia quello che sia;

dammi il volto della terra attorno

e dinanzi a me la strada.

Non ricchezza, speranza, amore,

cerco, né un amico mi conosca;

tutto quel che cerco è il cielo

sopra e la strada sotto.

Sia l’autunno su di me

mentre sui campi mi attardo,

fa tacere l’uccello sul ramo,

e morde il mio dito blu;

bianca farina i campi nel gelo –

non mi arrenderò all’autunno,

e nemmeno al verno!

Cada pure il colpo prima o poi,

su di me sia quello che sia;

dammi il volto della terra attorno

e dinanzi a me la strada.

Non ricchezza, speranza, amore,

cerco, né un amico mi conosca;

tutto quel che cerco è il cielo

sopra e la strada sotto.

*


He hears with gladdened heart the thunder
peal, and loves the falling dew;
he knows the earth above and under -
sits and is content to view.

He sits beside the dying ember,
God for hope and man for friend,
content to see, glad to remember,
expectant of the certain end.

*

Ascolta con gioioso cuore il tuono

fragore, ama se cade la rugiada;

conosce la terra da ambo le parti –

siede contento di vedere.

Seduto presso la brace morente,

Dio la speranza, l’uomo per amico,

contento vede, felice rimembra,

mentre aspetta la certa fine.


 

Robert Louis Stevenson, The black arrow

The black arrow
On a certain afternoon, in the late springtime, the bell upon Tunstall Moat House was heard ringing at an unaccustomed hour. Far and near, in the forest and in the fields along the river, people began to desert their labours and hurry towards the sound; and in Tunstall hamlet a group of poor country-folk stood wondering at the summons.
Tunstall hamlet at that period, in the reign of old King Henry VI., wore much the same appearance as it wears today. A score or so of houses, heavily framed with oak, stood scattered in a long green valley ascending from the river. At the foot, the road crossed a bridge, and mounting on the other side, disappeared into the fringes of the forest on its way to the Moat House, and further forth to Holywood Abbey. Half-way up the village, the church stood among yews.
La freccia nera
Un certo pomeriggio di primavera inoltrata, la campana di Moat House a Tunstall fu udita suonare a un’ora insolita. Lontano e vicino, nel bosco e  nei campi lungo il fiume, la gente incominciò ad abbandonarele sue fatiche per affrettarsi verso il richiamo; e nel villaggio di Tunstall  un gruppo di povera gente di campagna stava lì a stupirsi dell’ appello.
Il borgo di Tunstall a quel tempo, nel  regno del vecchio re Enrico VI, aveva press’a poco la stessa apparenza che conserva oggi. Una ventina circa di case rivestite pesantemente di legno di quercia, sorgevano sparse in una lunga vallata verde che saliva dal fiume. Ai suoi piedi la strada  attraversava  un ponte e salendo  dalla parte opposta scompariva tra le frange del bosco per giungere a Moat House, e più in là all’Abbazia di Holywood. A metà strada verso il paese, stava la chiesa circondata da tassi.

(Traduzione: Chiara Adezati)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: