Biographical memoirs of extraordinary painters

.

Biographical memoirs of extraordinary painters

Aldrovandus Magnus.
This illustrious artist was one of the first who brought the art of painting in oil to a degree of perfection. It is well known, that Hubert and John Van-Eyck in a manner discovered this admirable secret, the finding of which occasioned almost as much trouble as the researches after the philosopher’s stone; but though the Van-Eycks succeeded to the admiration of all Europe, still the most experienced colourists unanimously allow Aldrovandus to have exceeded them in every respect.

  Memorie biografiche di pittori straordinari

Aldrovandus Magnus
Questo illustre artista fu uno dei primi a portare a livello di perfezione l’arte della pittura a olio. È risaputo che Hubert e John Van-Eyck in certo modo scoprirono questo mirabile segreto il cui ritrovamento richiese quasi altrettanti travagli che la ricerca della pietra filosofale; ma, per quanto i Van-Eyck ottenessero l’ammirazione dell’Europa intera, i coloristi più competenti sono unanimi nel riconoscere che Aldrovandus li ha superati sotto ogni aspetto.
(Traduzione:chiaraadezati)

William Beckford (1759-1844)

The history of the Caliph Vathek

.

Vathek, ninth Caliph of the race of the Abassides, was the son of Motassem, and the grandson of Haroun Al Raschid. From an early accession to the throne, and the talents he possessed to adorn it, his subjects were induced to expect that his reign would be long and happy. His figure was pleasing and majestic; but when he was angry one of his eyes became so terrible that no person could bear to behold it, and the wretch upon whom it was fixed instantly fell backward, and sometimes expired. For fear, however, of depopulating his dominions and making his palace desolate he but rarely gave way to his anger.

  Il racconto del califfo Vathek

.

Vathek, nono califfo della stirpe degli Abbasidi, era figlio di Motassem, e nipote di Harun al Rascid. Da una precoce ascesa al trono, e dai talenti che possedeva per adornarlo, i sudditi furono indotti a sperare un regno lungo e felice. Era d’aspetto piacevole e maestoso, ma quando andava in collera, uno dei suoi occhi diventava così terribile che non si poteva sostenerne lo sguardo, e lo sventurato sul quale esso si posava, all’istante cadeva all’indietro e talvolta moriva. Per paura di spopolare i suoi domini e rendere desolato il suo Palazzo, quindi, egli solo di rado dava sfogo alla sua collera.
(Traduzione:chiaraadezati)

 

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: